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L’algoritmo che calcola dove saremo nel futuro

Adam Sadilek, ex analista di Microsoft passato a Google, e John Krumm, ricercatore senior del colosso di Redmond, hanno messo a punto un sistema capace di calcolare con estrema precisione dove ci troveremo il prossimo mercoledì 11 dicembre alle 14.

Stando al loro paper, intitolato Far Out: Predicting Long-term Human Mobility, tracciando gli spostamenti di un gruppo di volontari nell’area metropolitana di Seattle, Krumm e Sadilek hanno raccolto più di 150 milioni di indirizzi GPS e sono riusciti a creare un algoritmo – chiamato “Far Out” – capace di razionalizzare questi dati e prevedere gli spostamenti delle persone coinvolte.

«Per esempio, si potrebbe notare che i martedì e i giovedì di solito sono più o meno gli stessi di settimana in settimana, rimangono coerenti fra di loro», hanno dichiarato i due ricercatori. I risultati degli esperimenti del loro team rivela che non importa quanto si creda di essere spontanei, ma un algoritmo sarà in grado di prevedere con accuratezza i nostri movimenti. Persino ad anni di distanza dal presente.

Ma cosa capita quando una persona cambia abitudini per un trasferimento, un cambio di lavoro e cose del genere? Niente paura: il sistema riconosce la discrepanza tra le sue previsioni e i nuovi dati e si auto-aggiorna.

Per ora Far Out rimane un progetto di ricerca privato ma un domani, volendo, potrebbe diventare la nuova frontiera del marketing («il Foursquare del futuro» come lo definisce Fast Company) e avere un ruolo importante nei piani urbanistici.

 

Nell’immagine: una mappa del progetto di Adam Sadilek e John Krumm

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