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“ArtFlop”: cosa sta succedendo a Lady Gaga?

Il 6 novembre è uscito l’ultimo album di Lady Gaga, Artpop, che per mesi aveva generato un hype quasi senza eguali nella storia recente della musica pop. Il disco, però, non si è rivelato essere un grande successo. Anzi, si stima che l’etichetta della cantante, Interscope, abbia perso circa 25 milioni di dollari, un buco che potrebbe costringerla a tagli di personale, secondo quanto riporta il New York Post. Giocando sul coraggioso titolo dell’opera, qualcuno parla già di un “ArtFlop”.

Non è stata l’unica debacle personale dell’artista: scelta per aprire gli Mtv Video Music Awards di quest’anno, l’artista è stata totalmente oscurata dalla performance di Miley Cyrus, resa celebre dal twerking e da pose molto esplicite durante il duetto con Robin Thicke di “Blurred Lines”. E non solo: nella sua ospitata in qualità di conduttrice ospite al Saturday Night Live, GaGa non ha certo entusiasmato. Un recente speciale dei Muppet che la vedeva protagonista non ha poi ottenuto buoni risultati, deludendo soprattutto il pubblico nella fascia tra i 18 e i 49 anni e ottenendo solo 3,6 milioni di spettatori in tutto.

Appena cinque anni fa, le cose per la cantante erano messe molto diversamente. Il suo album di debutto, The Fame, vendette 12 milioni di copie e raggiunse la seconda posizione della prestigiosa classifica Billboard 200, rimanendoci per più di 150 settimane. Seppe costruirsi da subito l’immagine trasgressiva con richiami a scuole d’arte da lei frequentate (in realtà ha frequentato scuole private newyorchesi) e un look di sicuro impatto sul pubblico. A vestirla è un team di stilisti e collaboratori da lei ribattezzato “Haus of Gaga”, votato a trovare l’abito più sgargiante e pacchiano e il trucco più vistoso.

Le cose, però, nel frattempo sono cambiate, e lei stessa a settembre ha dichiarato al Guardian: «la gente pensa che io sia finita». Ci sono diverse ragioni per cui la star del momento si è trasformata nell'”Artflop” di queste settimane, secondo il New York Post. Innanzitutto se n’è andato uno dei cardini della sua “Haus”, lo stilista Nicola Formichetti – l’artefice dell’approdo di Gaga sui tabloid e le colonne di gossip grazie al suo abbigliamento eccentrico.

Ad aggiungersi alla lista degli ammutinati nel novembre del 2011 è stata poi Laurieann Gibson, la coreografa e direttrice creativa di Lady Gaga. Il mese scorso però è arrivato il colpo più duro: a lasciare è stato Troy Carter, il manager che la scoprì nel 2007, appena una settimana prima dell’uscita di Artpop. La separazione è avvenuta per un parere discorde con la casa discografica Interscope, la quale – fiutando il possibile fallimento dell’iniziativa – aveva chiesto a GaGa tramite Carter di modificare le tracce dell’album. Lei rifiutò.

Da allora la parabola in discesa della cantante si è accentuata ulteriormente – sia a livello di immagine che nei registri di vendite – e gli amici della popstar hanno manifestato le loro preoccupazioni per la sua condizione. Elton John, dei cui figli GaGa è madrina, a settembre ha dichiarato: «Vorrei poterle parlare ora, ma non riesco a contattarla. Ci sono momenti in cui hai semplicemente bisogno di ascoltare. Quando intorno a te hai persone che non mettono in dubbio ciò che dici, sei in un posto pericoloso».

 

Immagine:  Lady GaGa a New York per il lancio del suo profumo “Fame” nel settembre 2012 (Rob Kim / Getty Images)

 

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