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La settimana del Guardian a difesa del libero Internet

 

“Battle for the Internet” può sembrare un titolo azzardato per lo speciale del Guardian, cominciato ieri e che durerà tutta questa settimana, sullo stato del web mondiale e le minacce alla sua libertà. Un progetto multimediale che si è guadagnato una sezione apposita del notissimo sito del quotidiano inglese, inaugurata ieri con un’esclusiva e scoppiettante intervista al 38enne co-fondatore di Google, Sergey Brin. Nella chiacchierata, il giovane miliardario ha prima messo in guardia il mondo intero dalla «combinazione di governi che cercano sempre più di controllare le comunicazioni e i dati dei loro cittadini, l’industria dello spettacolo che tenta di sconfiggere la pirateria e l’aumento di restrittivi walled garden come Facebook e Apple»; e poi ha approfondito la questione-social network, prendendosela col gigante fondato da Mark Zuckerberg, colpevole di “dominare” il web, e con Apple e le sue app le cui informazioni non sono “ricercabili” dal motore di ricerca per eccellenza.

Un attacco, quello di Brin, che non ha mancato di far discutere, visto che Google+ è un progetto nato per conquistare una fetta di mercato social dominato da Facebook, e tra Android e la Mela è ormai guerra aperta (“guerra termonucleare”, diceva Steve Jobs).

La “Battaglia per Internet” del Guardian prosegue oggi con un grafico interattivo sullo stato di libertà del web, nazione per nazione (qui maggiori informazioni) e un’inchiesta sulla cyberguerra tra Cina e Usa. Proseguirà poi con uno sguardo alla “militarizzazione dello cyberspazio”, la fine della privacy e le forme di resistenza digitali. Da tenere d’occhio, insomma.

 

 

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