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La sera di 45 anni fa in cui nacque il personal computer

Lunedì 9 dicembre 1968 una folla di circa un migliaio di persone si trovò al Convention Center di San Francisco. L’occasione era la presentazione, nell’ottica della conferenza Full Join Computer Conference, che riunì nella città californiana gli esperti di tecnologia dell’epoca, di un talk di Douglas Engelbart, ingegnere e pioniere dei moderni computer. Engelbart, scomparso nel luglio di quest’anno, coordinava un gruppo di 17 ricercatori dello Stanford Research Institute. Quella sera, davanti a una platea tutto sommato ridotta, il gruppo presentò un resoconto di dieci anni passati a studiare sistemi per ricreare un’intelletto umano dalle capacità aumentate.

Il talk durò un’ora e quaranta minuti, durante i quali vennero presentate molte di quelle che sarebbero diventate le colonne portanti dei moderni computer: il mouse – di cui versioni precedenti erano apparse solo in ambienti militari britannici e canadesi, da 15 a 20 anni prima – l’editor visuale WYSIWYG (What You See Is What You Get), l’interfaccia grafica e i primi rudimentali ipertesti. Fu una tale rivoluzione che la serata passò alla storia col nome di «madre di tutte le presentazioni».

Engelbart ispirò la sua opera di studio e indirizzò la sua inventiva grazie a uno scritto del celebre Vannevar Bush – il mitico ingegnere dell’Office of Scientific Research and Development della Seconda guerra mondiale, del progetto Manhattan e l’ideatore del memex, un idealtipico congegno basato su un sistema di proto-ipertesti. Engelbart in quella sera di dicembre essenzialmente presentò il primo prototipo di memex, anche se in realtà di fatto aveva dato il là alla rivoluzione del personal computer.

Oggi, grazie all’evoluzione di quelle tecnologie che Engelbart diede un contributo determinante a sviluppare, possiamo vedere il filmato di quella serata, «la madre di tutte le presentazioni».

(via)

 

Nella foto: Douglas Engelbart (1925-2013).

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