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La nuova “semantic search” di Google

È sia utile che divertente, spesso utilizzata per creare meme o immagini – vere o fake – che in breve diventano virali in giro per l’internet. È il “riempimento automatico” di Google, quello che appare come un menu a cascata dalla search bar e che, solitamente, come primo suggerimento si limita ad aggiungere la parola “gay” al nome di qualsivoglia celebrità tu abbia googlato. A quanto riferisce il Wall Street Journal, la compagnia di Page e Brin sta preparandosi per cambiare (migliorare, ottimizzare) il proprio algoritmo di ricerca. Questo porterà, per dire, non solo a riempimenti automatici della tua query, ma anche a farti pervenire risposte a domande che non hai ancora fatto.

Certo è che Google non cambierà l’attuale search system, basato sulla ricerca di parole chiave, link, e tutte quelle sottigliezze logiche e matematiche e statistiche che fanno la felicità di ogni esperto di SEO. La nuova funzione introdotta si chiamerà Semantic Search, e, come spiega l’Atlantic Wire, funzionerà un po’ così:

It’s basically artificial intelligence. In the future, when you Google the phrase “Titanic history,” your search results will not only show you a list of web pages containing those words but also results that any reasonable human being would realize is relevant. The results page might have a section with links to pages about the RMS Titanic, including basic “attributes” about certain parts of the Titanic story, as well as a separate section devoted to the movie Titanic, including links to the cast and crew’s bios and whatnot.

Amir Efrati, giornalista del WSJ, spiega come questo cambiamento di Google sia reso necessario dall’aumento della concorrenza di Microsoft Bing, da quella della ricerca vocale di Apple Siri, ma soprattutto per contrastare la ricerca a 360° dell’ossessione-Facebook, che contiene centinaia di milioni di luoghi, persone, informazioni, ma non ha ancora ottimizzato un forte search engine (o, per dirla come una vecchia conoscenza, non ha ancora trovato il “quid” di questa massa enorme di dati).

I “leaks”, le rivelazioni sulla nuova strada di Google si fermano però qui. E onestamente, questa semantic search non è chiarissima (sempre l’Atlantic scrive: «Seriously, do you know how “semantic search” really works? We don’t. We did see the movie A.I., though»). Ancora una volta, saremo qui ad aspettare, testare, e dire che, probabilmente, era meglio prima.

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