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La Francia abolisce le “mademoiselles”

Niente più distinzioni tra signorine e signore all’Eliseo, almeno nei documenti ufficiali: il governo di Sarkozy ha rilasciato una nota in cui si ordina che da qualsivoglia documento amministrativo la parola mademoiselle (signorina, Mrs) non venga più utilizzata in riferimento a pubblici ufficiali. O meglio, si richiede di non rimarcare la differenza tra la condizione di una donna sposata e di una ancora nubile. Come esempio viene citato l’inglese (americano) Ms., utilizzato comunemente come forma neutra.

Passo avanti nell'”uguaglianza” femminile? Sembrerebbe di sì, visto il sostegno di gruppi femministi all’iniziativa, fortemente sponsorizzata da tempo. La disparità di trattamento deriva dal fatto che ogni uomo, convolato a nozze o meno, viene comunque e sempre chiamato monsieur. Potrebbe, e il dettaglio non è sfuggito a nessuno, essere una mossa “tattica” in vista delle elezioni alle porte. Non indicare lo stato civile può rendere il proprio profilo istituzionale più neutro, quindi meno soggetto ad attacchi e/o pregiudizi e, in ultima analisi, più avvantaggiato nell’accaparrarsi un maggior numero di voti. Ancora non si sa, però, che fine farà il termine madame, dal momento che la connotazione neutra, in francese, non esiste.

A ognuno il suo: in Francia niente più signorine, a Roma niente più ministre, ma soprattutto, niente più “la”. Fornero insegna.

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