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Il paper che spiega come Twitter prevede i risultati elettorali


I flussi di dati divisi per partito dal paper di Imt (fonte: PloS One).

È stato già utilizzato in Usa, Olanda, Spagna e Singapore e, in occasione delle elezioni politiche del 2013, lo studio dei risultati elettorali rapportati all’uso dei social media, e in particolare a Twitter, è arrivato anche in Italia. Si chiama A multi-level geographical study of Italian political elections from Twitter data l’indagine condotta da docenti, ricercatori, visiting professor e dottorandi dell’Imt (Institute for advanced studies) di Lucca e pubblicato sulla rivista PloS One. Gli autori Guido Caldarelli, Alessandro Chessa, Fabio Pammolli, Gabriele Pompa, Michelangelo Puliga, Massimo Riccaboni e Gianni Riotta hanno analizzato tre milioni e mezzo di tweet e scoperto che gli utenti del network dei 140 caratteri avevano previsto il sostanziale pareggio tra Pd e M5s e il flop del partito di Monti.  Oltre che l’ascesa dell’allora Pdl, garantita soprattutto dalle numerose presenze del leader Berlusconi in Tv e sui vari media. I big data presi in considerazione nello studio sono stati, nello specifico, i tweet inviati a dieci, due e un giorno dalle elezioni.

Analizzare i dati di Twitter ha permesso di comprendere come il sito di microblogging è anche in grado di evidenziare gli hot topics della politica italiana, quelli che riempiono i comizi e di cui gli utenti discutono a suon di hashtag. I cittadini, nella fase pre-elettorale, hanno twittato scrivendo soprattutto di lavoro e della tassa Imu, oltre che per esortare le #dimissioni di una lunga serie di politici.

«Twitter è uno strumento privilegiato» spiega Guido Caldarelli, docente di Fisica statistica presso Imt Lucca. «La quantità di partecipanti alle discussioni politiche è di un ordine di grandezza superiore rispetto al numero di intervistati nelle statistiche tradizionali. Inoltre gli utenti dei social network su Internet tendono a dire la verità più che nei sondaggi, poiché non pensano di essere monitorati o analizzati. Si presume quindi che i dati espressi da utenti “genuini” siano maggiormente attendibili».

«Nel Data driven journalism l’esperienza di analisi politica di Imt, condotta in collaborazione con La Stampa e Sky durante le elezioni italiane 2013, è un esperimento d’avanguardia internazionale», ha commentato Gianni Riotta, giornalista e visiting professor presso Imt Lucca e Princeton, nonché collaboratore di Studio. «La tecnica è oggi solo nella sua infanzia, ma non c’è dubbio che l’informazione del futuro non potrà più farne a meno».

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