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Il mistero della bambina del Titanic risolto grazie al Dna

Poco meno di centodue anni fa, la notte tra il 14 e il 15 aprile 1912,  l’RMS Titanic affondò in mezzo all’Atlantico durante il suo viaggio inaugurale verso New York. Si trattò di un evento senza precedenti: il Titanic era l’ultimo ritrovato dell’ingegneria navale, fiore all’occhiello dell’industria britannica, e il suo impiego avrebbe dovuto rivoluzionare gli spostamenti tra Europa e America del nord.

Del naufragio più celebre della storia sappiamo ormai quasi tutto, complice anche il film del 1997 di James Cameron dedicato alla tragedia – che consacrò Leonardo DiCaprio ed ebbe un successo enorme ai botteghini. C’è però una storia legata alla vicenda che si è persa negli anni. Quella di Loraine Allison.

Loraine Allison il 15 aprile 1912 aveva due anni, ed è considerata l’unica bambina che viaggiava in prima classe a essere scomparsa, apparentemente perché i genitori non riuscirono a portarla in salvo, cercando il suo fratello minore. Nel 1940 una donna di nome Helen Kramer intervenne in un programma radiofonico. Sosteneva di essere Loraine Allison, sopravvissuta al naufragio grazie all’aiuto di Thomas Andrews, il capo-progetto della nave che fino a quel momento le cronache avevano dato per morto all’interno del lussuoso scafo. Kramer disse che era stata educata in Inghilterra, per poi frequentare un college privato negli Stati Uniti.

Da allora, e per cinquant’anni, Helen Kramer non smise mai di fare pressioni sulla ricca famiglia Allison, tentando di dimostrare che era veramente la piccola vittima del Titanic. Alla sua morte, nel 1992, sua nipote Debrina Woods si intestò il compito, sostenendo a più riprese di avere una valigia di documenti che poteva provare le dichiarazioni della nonna.

Negli ultimi tempi un gruppo di appassionati della storia del Titanic ha fondato il Loraine Allison Identification Project, col fine di risolvere una volta per tutte il contenzioso. Il progetto è riuscito a convincere un parente di Kramer e un membro della famiglia Allison a fare un test del Dna. Risultato: non c’è alcuna continuità genetica tra i due gruppi. Dopo settant’anni, la famiglia Allison conosce la verità.

(via)
 

Nell’immagine: la prima pagina del New York Times del 16 aprile 1912.

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