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Il dramma del suffragio femminile, immaginato nel 1908

Un centinaio di anni fa il mondo non era un bel posto per nascere donna e farsi venire in testa la bizzarra idea di poter avere diritto di voto come gli uomini: erano pochissimi gli Stati che nei primi del Novecento concedevano il suffragio al sesso femminile, e quasi nessuno di questi rientra nel gruppo che oggi potremmo individuare come “grandi democrazie occidentali”. Si contendono il primato per aver introdotto il suffragio femminile l’Isola di Man, la Repubblica Corsa, le Isole Pitcairn.

Negli Stati Uniti l’argomento era ancora piuttosto tabù, certamente molto controverso e discusso, e alle donne fu concesso di partecipare alle elezioni (solo come votanti, però) soltanto nel 1920: e non parliamo ancora di suffragio universale. Si inserisce nel solco di queste discussioni una piccola nicchia nell’opera dell’illustratore Harry Grant Dart (1869 – 1938), celebre per i suoi disegni “futuristici” e con strane macchine volanti come protagoniste; nel 1908 il magazine Puck gli commissionò un lavoro sul movimento per il suffragio femminile, con il preciso intento di mettere in luce gli aspetti estremamente negativi che un eventuale diritto di voto alle donne avrebbe portato.

La tavola di Dart, estremamente dettagliata, mostra come sarebbe stato il paventato incubo degli elettori maschili e anti-suffragio: un bar pieno di donne, davanti e dietro al bancone, tutte intente a bere, fumare, preparare cocktail, scommettere. Cose che al sesso maschile erano concesse senza problemi, insomma.

puck

Gli ingrandimenti del disegno apparso su Puck mostrano una particolare attenzione di Dart per il tema del fumo, allora quasi completamente estraneo alle donne. E una critica al portamento e all’eleganza degenerata: tutte le donne della tavola hanno espressioni da “duri”, volti poco aggraziati; c’è una donna che sembra ignorare o guardare storto i due figli, una appoggiata al bancone con una gamba sollevata a sostenersi, una terza che si ingozza di mandorle e dolcetti.

puck

La rivista letteraria The Appendix ha ritrovato il dipinto tra le pagine della Library of Congress, l’ha postato su Tumblr ed è immediatamente diventato virale, raggiungendo la quota di 38.000 note. Da alcune delle reazioni emerge un pensiero chiaro, che sottolinea le differenze tra il 1908 e il 2014: quello che cent’anni fa sembrava un bar da incubo, sarebbe un gran bel locale, oggi.

(via)

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