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I problemi burocratici dei richiedenti asilo in Europa

Da maggio a settembre di quest’anno il numero di richiedenti asilo politico nei paesi dell’Unione Europea (più Norvegia e Svizzera) è aumentato del 68%. Stando a quando dichiarato dall’European Asylum Support Office (Easo) a margine di un meeting che si è tenuto a Malta, ad oggi ci sono circa 780 mila richieste pendenti di asilo in Europa. Anche se l’arrivo di nuove richieste si interrompesse ora, è stato calcolato che la giustizia europea impiegherebbe circa un anno per esaminare tutti i casi. Il ritmo dell’Ue è inferiore ai 100 mila casi esaminati al mese.

L’Euobserver ha riportato che circa un terzo dei richiedenti sono in attesa da oltre sei mesi. Donald Tusk, Presidente del consiglio dell’Ue, ha precisato: «I governi europei stanno vagliando oltre un milione di richieste di asilo in generale, un numero record che metterebbe a dura prova qualsiasi democrazia sviluppata». La Germania è il Paese che ha ricevuto le richieste più numerose, arrivate a 346,000, soprattutto per la vicinanza con la penisola balcanica. I paesi dell’Ue stanno da tempo discutendo sulla possibilità di stabilire quote per distribuire i richiedenti che arrivano in Grecia e Italia. Una soluzione che potrebbe aiutare a ridurre il numero di casi che ogni Paese si trova ad affrontare, velocizzando, seppur in minima parte, le tempistiche. 

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