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I nuovi ricchi di Facebook

Ora è ufficiale: con il deposito del prospetto informativo dell’Ipo (cinque miliardi di dollari) Facebook toglie ogni dubbio sulla sua quotazione in borsa. «Lo facciamo per i nostri dipendenti e i nostri investitori» ha dichiarato il co-fondatore Zuckerberg. E in effetti l’entrata a Wall Street del social più grande del web farebbe comodo a molti: in cima alla lista c’è il lungimirante graffiti artist David Choe, che decorò le pareti degli uffici di Palo Alto della compagnia. Anziché un pagamento in contanti, pretese (e ottenne) una manciata di azioni che, ora, rischia di avere un valore che si aggira intorno ai 200 milioni di dollari.
Ma non è il solo.

Al di là di Zuckerberg stesso, che possiede 533,8 milioni di azioni per un valore di 29 miliardi, c’è un esercito di giovani e meno giovani investitori che diventeranno ufficialmente ricchi (o meglio, più ricchi) tra pochi mesi. Peter Thiel ad esempio, uno dei primi investitori di Facebook, che possiede 45 milioni di azioni per un valore superiore ai due miliardi.

C’è spazio anche per le rockstar come Bono Vox, leader degli U2. La sua società di venture capital, Elevation Partners, nel 2010 comprò 120 milioni di dollari di quote da Zuckerberg; un’altra società, la Accel Partners di Jim Breyer, il più ricco degli investitori secondo Forbes e nella top ten “Smartest People in Technology”, addirittura sette anni or sono acquistò duecento milioni di azioni.

Infine citiamo un gigante del passato dell’Internet, oggi investitore, anche lui, nel social di Zuckerberg: è Marc Andreessen, fondatore di Netscape nel lontano 1994. Quasi vent’anni dopo, il colosso di Palo Alto potrebbe regalargli 200 milioni in più.

E pensare che David Choe, nel 2005 quando scelse di acquistarne un pacchetto anziché ricevere un compenso concreto, dichiarò che l’intero progetto Facebook gli sembrava nientemeno che “ridocolo e senza senso”.

Leggi qui l’intero articolo del New York Times.

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