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I libri che Hemingway avrebbe voluto rileggere per la prima volta

Negli anni Trenta, lo scrittore Ernest Hemingway pubblicò una serie di brevi racconti, lettere e riflessioni sulla rivista americana Esquire. In uno di questi pezzi, Remembering Shooting-Flying (pubblicato nel 1935), l’autore di Per chi suona la campana riflette sul valore dei ricordi. Nello specifico, pensa a come le memorie della caccia siano migliori dell’attività in sé.

Presto, però, nel racconto unisce questa riflessione a un inciso dove passa in rassegna i libri che rileggerebbe per la prima volta. Scrive Hemingway: «Mi piacerebbe rileggere per la prima volta Anna Karenina, Far away and long ago (le memorie di William Henry Hudson, uno scrittore molto caro a Hemingway, NDa), I Buddenbrook, Cime tempestose, Madame Bovary, Guerra e pace […]».

L’autore americano arriva ad elencare diciotto titoli a lui cari, che il sito Open Culture ha ripescato e linkato (con ogni link si può leggere l’intero libro): alla lista precedente vanno aggiunti la raccolta Memorie di un cacciatore di Ivan Turgenev, I fratelli Karamazov di Dostoevskij, Hail and farewell, zibaldone del drammaturgo irlandese George Moore, Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain, la raccolta di Sherwood Anderson intitolata Winesburg, Ohio, La regina Margot di Dumas padre, La casa Tellier di Maupassant, Il rosso e il nero e La certosa di Parma di Stendhal, Gente di Dublino di Joyce e le Autobiografie di Yeats.

Questi quindi i capolavori indimenticabili secondo l’autore, che val la pena scoprire (o riscoprire): tranquilli, è un’operazione garantita da Hemingway.

 

 

 

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