Iscriviti alla newsletter: scopri tutte le storie di Studio!

Attualità Cultura Stili di Vita

Seguici anche su

+60k
+16k
+2k
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Invia una e-mail

Gli identikit dei vostri eroi letterari

Una delle ragioni del comandamento snob “il libro è sempre meglio del film” riguarda l’immaginario estetico. Arredamenti, dettagli di colore, città immaginate, sparatorie, amore. E soprattutto volti. L’eroe letterario ha connotazioni fisiche vaghe, mai precisissime, e comunque estremamente personali per il lettore. Per questo è deludente vedere un Brad Pitt qualunque assumerne l’identità su grande schermo. A rompere però il romanticismo in maniera totale ci ha pensato un blog chiamato The Composites.

Creato dall’americano Brian Joseph Davis, The Composites realizza, utilizzando le descrizioni fisiche e psicosomatiche rintracciabili nei libri, gli identikit dei protagonisti. Sì, identikit, proprio come quelli giudiziari che vengono diffusi dalla polizia quando ricerca il sospettato di un dato crimine. Infatti lo strumento con il quale questi particolari “ritratti” vengono creati è un software di quelli in dotazione alle forze dell’ordine o agli organi giudiziari.

L’effetto iniziale è un po’ straniante, ma ci si abitua (e la curiosità sale) in poco tempo. Tutto sommato, è anche meglio di vedere un film (brutto) tratto da un libro (bello). Qui di seguito qualche esempio, su The Composites l’intero archivio.

 

Marla Singer, Fight Club

Emma Bovary, Madame Bovary

Aomame, 1Q84


54da1fe3c06675ff4ccfe97c_undici-logo-white.jpg