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Il sito pedopornografico gestito dall’Fbi

Per quasi due settimane lo scorso anno l’Fbi ha gestito il più grande sito di pornografia infantile al tempo presente sul web. L’ha rivelato Ron Hosko, ex agente del Bureau ai tempi dell’operazione, condotta tra febbraio e marzo del 2015, in un’udienza al dipartimento di Giustizia americano. Per tredici giorni il Federal Bureau of Investigations ha preso il controllo di Playpen, un network del dark web (e quindi raggiungibile con il software Tor) con più di 215 mila utenti registrati, per poter identificare e incriminare i suoi frequentatori.

La strategia dell’agenzia investigativa segna una netta rottura con la sua prassi consolidata, che mira al rimuovere immediatamente le immagini pedopornografiche, scrive Usa Today. Hosko ha dichiarato: «Avevamo una finestra di opportunità di entrare in uno dei luoghi più bui della Terra, e non tante altre opzioni diverse da non farlo». Nel periodo considerato su Playpen c’erano 23 mila link a immagini illegali di bambini coinvolti in attività sessuali, e più di 9 mila immagini che gli utenti potevano scaricare direttamente dai server dell’Fbi di Newington, Virginia, dove il sito era nel frattempo stato spostato.

Elizabeth Joh, docente di giurisprudenza all’università della California esperta di indagini sotto copertura, ha accolto con scetticismo la scelta degli investigatori: «A un certo punto l’indagine del governo diventa indistinguibile dal crimine e dovremmo crederci se è bene che sia così», ha dichiarato Joh, che ha aggiunto: «Quel che è incredibile è che non si sa chi ha fatto un calcolo costi/benefici prima di fare questa cosa. Chi ha deciso che questo è il metodo migliore di identificare queste persone?».

 

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