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Falsari e distributori automatici: perché la banconota da un dollaro non è mai cambiata

È dal 1929 che la banconota da un dollaro non cambia, immutata nei decenni mentre tutti gli altri tagli – da 5, 10, 2, 100 – han subito aggiornamenti e restyling. Il dollaro, il verdone, è invece rimasto lo stesso, con il volto di George Washington e l’unica aggiunta risalente al 1957, la frase «In God We Trust». E sembra destinato a rimanere così, granitico.

Ma perché? Lo spiega il National Journal, ricordando che la sicurezza del taglio da un dollaro è un problema relativo, visto che i falsari puntano a contraffare pezzi più grandi per un maggiore guadagno a minor rischio. Ma c’è anche un motivo più pratico perché il pezzo è rimasto – e rimarrà – così: i distributori automatici. Nei primi anni Duemila, per esempio, l’Amministrazione di George W. Bush prese in considerazione l’idea di aggiornare la banconota ma fu costretta a rinunciare quando si rese conto delle possibile conseguenze dell’azione: «Il redesign sarebbe molto oneroso» fece notare Thomas McMahon, allora vice presidente del principale gruppo di lobbying dell’industria dei distributori automatici. Nel 2008 la Nama (National Automatic Merchandising Association) stimò che in tutti gli Usa operassero 7 milioni di “macchinette”, utilizzate ogni giorno da 20 milioni d’americani. Per i quali, ovviamente, il verdone è il gettone standard: in caso di modifica, milioni di macchine dovrebbero essere aggiornate e modificate, con infinite ripercussioni economiche. Anche per questo, quindi, la faccia di Washington rimarrà su quei fogli per ancora molto tempo.

 

Immagine: una banconota da un dollaro in una pozzanghera alla fine della Convention Repubblicana dell’agosto 2012, a Tampa, Florida (Edward Linsmier / Getty Images)

 

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