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Due grafici per capire la crisi dei giornali

La lenta discesa dei giornali comincia tra gli anni ’60 e ’70, con la diffusione della televisione. L’era digitale ha però accelerato il processo e costretto un intero settore a fare i conti un panorama che nel giro di qualche anno era cambiato totalmente. Chi è riuscito ad avviare un processo di cambiamento per tempo, è riuscito a superare malconcio ma vivo gli anni Zero. Chi è rimasto invece fermo all’ottica dei giornali-di-carta, è scomparso o è in pessime acque.

Derek Thompson è un blogger finanziario che lavora per l’Atlantic Wire. Due giorni fa ha pubblicato due grafici che spiegano brutalmente lo stravolgimento avvenuto tra il 2000 e il 2010. Basta osservarli per capire tutto, non serve aggiungere nient’altro se non che, forse, il primo decennio del Duemila ha rappresentato il momento di rottura. Momento di crisi che andava superato in qualche modo, in qualsiasi modo. Gli anni ’10 potrebbero proprio basarsi sulla lezione apocalittica di quei anni per portarci a capire finalmente come sopravvivere – e, perché no, prosperare – nell’era digitale.

 

I ricavi dei giornali dalle inserzioni pubblicitarie (dal 1950 al 2011)

 

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