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Dove vanno a morire i blog

C’era ancora Blogspot all’epoca, ed era ancora cool, il miglior modo di aprirsi una finestrella nel web. Era prima che Tumblr indicasse una vita più semplice e veloce al blogging: non c’erano retweet, like o reblogging; il tutto si giocava su un intricato e perverso giro di commenti, auto-commenti, “scambi di link” e blogroll. Ogni blogger era blogger a suo modo ma tutti dovevano affrontare un nemico comune: il primo post. Quello che servizi come Blogger o WordPress.com titolavano automaticamente “Hello World!”, facendo gridare all’utente ignaro una gioia di vivere ingiustificata. I più astuti cancellavano quel testo e lo sostituivano con il loro personale saluto ai neo-lettori.

Inutile dire che in molti casi quel primo post di saluto e presentazione finiva per essere l’ultimo, o comunque per annunciare una fine certa e vicina, molto vicina. Un blog che chiude però non è sempre un blog che scompare dalla rete: è l’utente a doverlo cancellare, altrimenti servizi come Blogger lo lasciano lì, abbandonato nei secoli e nei secoli. Zombie Dead Blog è un sito che raccoglie proprio questi  ruderi di internet: siti personali e blog pieni di speranza ed emozioni, dimenticati presto da tutti e lasciati soli.

Come spiega l’anonimo fondatore del blog, «Internet è pieno di blog morti. Zombie Dead Blog raccoglie il meglio e il peggio di queste pagine abbandonate. Spero di ispirare quei blog che vagano tra le tenebre dei link perduti e di resuscitarli».

Di seguito un po’ di esempi tratti dal sito.

(Questa è una chicca: il blog “di prova” di Jason Kottke, che anni dopo sarebbe diventato una delle star del web mondiale con il suo sito kottke.org.)

 

 

(via)

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