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Dai, leggimi. Titoli di libri rivisitati in stile Upworthy

Se c’è un tratto tra i più riconoscibili di Upworthy, il sito dedicato alla condivisione di «things that matter» che ha scalato la classifica degli spazi più visitati dell’internet contemporaneo (nel novembre scorso ha registrato accessi di 89 milioni di utenti unici, e il trend è in crescita costante), è lo stile dei suoi titoli. Mentre scriviamo, sulla home di Upworthy appaiono titoli come “Forget Obamacare — What’s Really Wrong With Our Medical System Is Right Here“, “I Was In A Lot Of Clubs In High School. I’m Pretty Sure None Of Them Were As Cool As This!” e “A Straight Reporter Says, ‘I’d Be Offended By You If I Were Gay.’ This Actor’s Response? Epic“.

Abuso di maiuscole a parte, la tendenza è netta: il sito tenta (e, a quanto pare, spesso ci riesce) di agganciare il lettore con titoli-esca – clickbait, in inglese – che giocano sull’effetto sorpresa e sulla sua emotività, invogliandolo a proseguire nella lettura. Il magazine letterario The Millions si è ispirato a Upworthy per riscrivere i titoli di alcuni libri molto celebri.

Twilight, di Stephenie Meyer, è diventato The Shiniest Guy In School Had Her at “You’re My Particular Brand of Heroin”.

 

Oliver Twist, di Charles Dickens, risulta più invogliante nel suo nuovo titolo: Watch This Kid Burst Into Tears When He’s Refused Some More Porridge.

 

Moby Dick, di Herman Melville, è invece diventato They Told Him White Whales Were Impossible to Hunt. That’s When He Went Literally Crazy. E questa è la sua nuova copertina.

Gli altri titoli alternativi in stile Upworthy sono sul sito di The Millions – che, per non farsi mancare nulla, ha anche lanciato l’hashtag #litworthy su Twitter.

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