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Bin Laden deleted, e Karzai presenta il conto

Bin Laden, già ridotto più a un simbolo che a leader della guerra del terrorismo islamista contro l’Occidente, è stato eliminato. Una volta per tutte. Obama got Osama, per riprendere un lancio un po’ (un po’ tanto) cheap di una certa stampa e blogosfera americana.

Il mondo festeggia. Gli alleati europei porgono le loro congratulazioni al presidente degli Stati Uniti; il Pakistan rivendica il proprio ruolo nel lavoro di intelligence che ha portato a stanare Bin Laden; lo Yemen tira un sospiro di sollievo, perché – come da tempo fanno notare molto analisti – il pericolo è che questo poverissimo paese della penisola arabica diventi il nuovo quartier generale di al-Qaida, e senza Bin Laden (che era di origini yemenite) in giro sono tutti più tranquilli.

Ma c’è qualcuno che non festeggia. O, meglio, che non si limita a festeggiare. È Hamid Karzai, il presidente dell’Afghanistan in perenne equilibrio precario tra la guerra ai Talebani e l’insofferenza per una presenza occidentale sempre più imbarazzante. Ebbene, Karzai pensa l’eliminazione di Bin Laden rappresenti una svolta per la sua nazione. Una dimostrazione che l’Afghanistan “non è [più] un paese per terroristi.”

Dunque è giunto il momento di presentare il conto ai Paesi occidentali. Di dire loro di prepararsi a levare le tende o per lo meno ad abbassare il tiro:

If the international troops are the true allies of Afghans, now they should come up to say that killing of the Afghans, women, children and elders was not a good idea in the last many years as it was happening on a daily basis

Congratulazioni, Mr Obama. Hai sconfitto il più grande nemico degli Stati Uniti. Adesso dovrai vedertela con gli alleati…

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