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Anche il WWF avrà i suoi droni. Offerti da Google…

Google ha staccato un assegno da cinque milioni di dollari. Il beneficiario è il WWF, che utilizzerà la donazione (parte di una più ampia operazione di sostegno ad associazioni animaliste da parte del colosso californiano, che ha allocato a vari enti no profit 23 milioni di dollari)  per difendere i rinoceronti dai bracconieri.

Parte dei cinque milioni verrà utilizzato a scopi convenzionali, come aggiornare il parco computer, acquistare carburante per le jeep di pattuglia, marcatori per gli animali e l’equipaggiamento necessario agli uomini e alle donne sul campo. Ma una porzione del denaro sarà spesa in modo meno ovvio… cioè per l’acquisto di droni. «Dobbiamo trovare nuovi mezzi per farmare i bracconieri», ha spiegato uno dei dirigenti del WWF, Crawford Allan.

Ma a preoccuparsi non sono soltanto i bracconieri. Secondo alcuni, infatti, la diffusione di tecnologie militari al di fuori degli eserciti tradizionali sta mettendo a repentaglio il vecchio modello secondo cui il monopolio della forza (e dunque delle tecnologie militari?) spetterebbe agli Stati. Negli ultimi anni sono giunte notizie di società di contractors, come la Blackwater, e milizie di dubbia fama, come Hezbollah, che utilizzano droni.

«È possibile mettere il WWF sullo stesso piano della Blackwater?», si chiede Eddie Walsh su Al Jazeera. «In questo caso, sono entrambi esempi concreti dell’erosione interna ed esterna della sicurezza di Stato».

Per un articolo più approfondito sull’evoluzione dei droni, cliccate qui.

 

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