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6 start-up da tenere d’occhio nel 2012

Ci saranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti (oltre alle primarie repubblicani), le Olimpiadi di Londra, gli Europei di calcio, ma quelli di Mashable, uno dei più noti media dediti a media e tecnologia, dicono di essere «più interessati alle start-ups», e non poteva essere altrimenti, conoscendoli. Hanno già preparato una mini lista di sei compagnie/progetti da non farsi scappare nell’anno nuovo, in nessun ordine particolare.

 

Si comincia con Skillshare, lanciata ad aprile dello scorso anno, una sorta di mercato virtuale di corsi, dal taglio e cucito a come investire i tuoi primi diecimila euro a come cucinare le migliori ricetti thailandesi. La sua interfaccia permette di coprire più di 70 città, statunitensi o estere.

 

 

 

C’è Zaarly, che ti permette di trovare sull’internet qualsiasi chiunque sia disposta a lavorare per te, ovviamente a pagamento, anche per lavori tra i più apparentemente stupidi e inutili. Un modo furbo per far girare un po’ di economia in questi tempi di crisi.

E parlando di danaro ed economia si arriva fatalmente a Dwolla, un sistema di money transfer che opera tramite Twitter, Facebook, o messaggi. Pensate non sia sicuro? Basti solo dire che nel 2011 da Dwolla passavano un milione di dollari al giorno. I pagamenti fino a 10 dollari non prevedono spese di commissioni, mentre si applica una tassa di 0,25 centesimi su tutto quello che supera la cifra. Che comunque è più economico di una carta di credito.

Per le altre scelte di Mashable, la lista al completo la trovate qui.

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