Pre-millenium tension
16/09/2011 Articoli

Pre-millenium tension

Alla riscoperta di una delle pietre miliari (dimenticate) della musica anni ’90

di Francesco Pacifico Stampa

Pre-Millennium Tension di Tricky uscì nel 1996 dopo il successo di Maxinquaye. Tricky veniva dai Massive Attack, dominatori del genere un po’ autentico un po’ piacione chiamato Trip-hop, e voleva impedire alla forma di cadere nel suo cliché di beat rallentati e voci ombrose: il suo disco negava quasi ogni aspetto dell’esordio Maxinquaye, che suonava come la versione più rarefatta possibile di un modello comunque impossibile da riformare. Con Pre-Millennium (e il quasi simultaneo Nearly God – dedicato ai duetti con Neneh Cherry, Terry Hall e altri, e con basi impossibili quasi senza ritmo) Tricky tentava di fare il suo Revolver: partire sì da una certa idea, come il disco dei Beatles che comincia con Taxman, e decostruirla via via.

All’epoca, ascoltando questo disco, mi dissi che ci avrei messo vent’anni a capirlo e che era il disco più bello degli anni Novanta. Ho continuato a pensarlo riscoprendolo molto spesso e trovandolo ogni volta ringiovanito, come di solito mi succede solo con i grandi romanzi. E però il disco non è mai entrato a far parte del canone della buona musica: non ne ho mai sentito parlare nessuno se non la persona con cui questo disco mi fece fare amicizia (non segue appendice autobiografica).

Voglio vedervi tutti in acido: Lyrics of Fury, Bad Dreams, Ghetto Youth

Il grande critico Simon Reynolds fa capire, in Hip-hop-rock, che la Giamaica è uno dei veri motivi di vivacità della musica inglese e va considerata una tradizione a tutti gli effetti. Il sound di Tricky viene dalla Giamaica idealizzata e accelerata degli Specials, e Pre-Millennium Tension viene registrato proprio in Giamaica, riuscendo dalla terra del reggae e dello ska a ritornare con un disco notturno, che dal vivo eseguiva praticamente al buio, illuminato solo da una manciata di neon. Riascoltato oggi, a un millennio di distanza dal vizio da pub romano del triphop, il disco si rivela molto più hiphop che tappezzeria, e la cover di Lyrics of Fury di Erik B & Rakim sembra una scelta molto più consapevole che solo elegante. Ghetto Youth è The Bug a riposo, è reality tv, è Jarmusch. Bad Dreams poi è la canzone perfetta: senza accordi, solo un monologo rap, un beat di rumore campionato, una specie di sirena in sottofondo, una chitarra elettrica quasi spenta, senza distorsore. Con stile enorme, Martina Topley-Bird è M.I.A. un decennio prima e con un centesimo delle pose.

Così possiamo ballare i lenti: Makes Me Wanna Die

Pre-Millennium Tension contiene poi il mio lento preferito di tutto il triphop: Makes Me Wanna Die contiene quasi esclusivamente un riff di chitarra tutto giocato su prime e terze, una sorta di Blackbird di McCartney suonata senza voler andare a parare da nessuna parte. Sopra le serie di accordi che vanno su e giù per la scala, Martina Topley-Bird canta con trasporto una canzone completamente priva d’amore nella tradizione misantropica inglese (gli Stone Roses di Shoot Me Down?). L’epoca è invece rimasta segnata da Protection dei Massive Attack, con la voce di Tracey Thorn degli Everything But the Girl, e Glory Box dei Portishead: forse non ha senso lamentarsi del fatto che in musica vorremmo a volte veder vincere l’intelligenza e il gusto e l’idiosincrasia, invece che il coefficiente di malinconia – in fondo Protection e Glory Box sono due grandi canzoni – ma Makes Me Wanna Die e tutto Pre-Millennium Tension meritavano più amore.

I live the life I own a car and now they call me super-star

Come un rapper, Tricky a metà anni Novanta biascicava riflessioni sulla sua fama: snobbandola come se dovesse durare per sempre. Alla fine degli anni Novanta ancora sembrava che la musica sarebbe rimasta un’attività redditizia. Invece l’industria è morta e intanto Tricky ha perso l’ispirazione; il suo capolavoro forse era un capolavoro solo per me e per il mio amico.

 

 

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Francesco Pacifico

Scrittore

Francesco Pacifico è nato nel 1977 a Roma, dove vive. Scrive su Repubblica, IL e Rolling Stone. Ha pubblicato i romanzi Il Caso Vittorio (Minimum Fax, 2003), Storia della mia purezza (Mondadori, 2010), Seminario sui luoghi comuni (Minimum Fax, 2012). Traduce anche romanzi e graphic novel dall'inglese (tra cui Chris Ware e Will Eisner, Dave Eggers, Rick Moody, Kurt Vonnegut, F. Scott Fitzgerald, Henry Miller). twitter @FzzzPacifico