Iscriviti alla newsletter: scopri tutte le storie di Studio!

Attualità Cultura Stili di Vita

Seguici anche su

+60k
+16k
+2k
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Invia una e-mail

Chi era Rick Genest, il modello morto suicida conosciuto come Zombie Boy

Il mondo dello spettacolo e della moda è scosso dal suicidio di Rick Genest, il modello conosciuto come Zombie Boy per via dei tatuaggi che ricoprivano il 90% del suo corpo. Nato a LaSalle, in Quebec e cresciuto a Montreal, a 15 anni era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore al cervello, per il quale rimase in lista d’attesa per sei mesi. Il suo primo tatuaggio risale all’anno successivo all’intervento. A 19 anni il suo corpo era già completamente ricoperto di disegni. Grazie ai suoi tatuaggi Genest era entrato nel Guinness dei Primati per il record di tattoo rappresentanti insetti (176) e ossa (139). Il modello è stato trovato morto nella sua casa di Montreal il 1 agosto, pochi giorni prima del suo 33esimo compleanno.

Come racconta Dazed, Genest iniziò a ricevere molte proposte di lavoro in seguito alla sua partecipazione nel video di “Born this way”, uno dei singoli di maggiore successo di Lady Gaga. I due si trovarono a collaborare grazie a Nicola Formichetti, stilista personale della pop star e direttore creativo della maison Thierry Mugler, che lo aveva contattato e fatto sfilare per Mugler dopo aver visto una sua foto pubblicata su una rivista. Dopo il video insieme alla cantante, nel quale Gaga appariva truccata esattamente come lui, il modello è apparso in numerosi editoriali, da GQ a Vogue Homme Japan, e una pubblicità di Dermablend, nel quale appariva completamente privo di tatuaggi, resi invisibili dal potente fondotinta professionale. Lo slogan dello spot era «Go Beyond The Cover».

Colpita dalla morte dell’amico, Lady Gaga ha lanciato un vero e proprio allarme dal suo profilo twitter: «Il suicidio dell’amico Rick Genest, Zombie Boy, è devastante. Dobbiamo lavorare di più per cambiare la nostra cultura, portare il tema della salute mentale in prima linea, cancellarne lo stigma, eliminare la convinzione che non se ne possa parlare. Se soffrite, chiamate un amico o la vostra famiglia. Dobbiamo salvarci a vicenda». Anche nel documentario di cui è protagonista, disponibile su Netflix dallo scorso settembre, “Gaga: Five Foot Two”, la popstar sottolinea l’importanza di condividere le proprie vulnerabilità e difficoltà, parlando apertamente di depressione, disturbi alimentari e della fibromalgia di cui soffre da anni.

 

54da1fe3c06675ff4ccfe97c_undici-logo-white.jpg