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In rehab Weinstein si addormenta mentre gli altri parlano

Subito dopo gli articoli bomba con le accuse, Harvey Weinstein è stato licenziato dalla sua azienda. Riconoscendo di avere un problema, o a beneficio dell’opinione pubblica e in vista di futuri processi, è voluto andare in rehab, determinato a curare una volta per tutte il suo disturbo mentale legato al sesso. In realtà, come si specifica in questo articolo su Page Six, Weinstein non ha optato per un vero e proprio ricovero, ma per una soluzione ambulatoriale che gli permette di trascorrere tutte le notti in albergo. Il suo esordio come paziente è stato abbastanza negativo, ha raccontato una persona che è voluta rimanere anonima. Non soltanto è arrivato con 15 minuti di ritardo alla prima sessione di terapia di gruppo: quando è toccato a lui, ha parlato soltanto per negare di aver fatto quello che ha fatto, cercando di convincere gli altri pazienti che è tutta una tremenda cospirazione contro di lui. Quando è toccato agli altri del gruppo aprirsi e parlare dei loro problemi e delle loro vicende personali, Weinstein si è immediatamente addormentato, svegliandosi soltanto quando il suo cellulare (ovviamente vietato all’interno della struttura) ha iniziato a squillare. Almeno: questo è quello che ha raccontato una fonte.

Un’altra fonte, però, ha dichiarato che il racconto della prima è parzialmente falso: non è vero che Weinstein è arrivato in ritardo e non è vero che si è addormentato. «Per ovvie ragioni», ha detto, «il produttore non seguirà più le sessioni di gruppo: adesso sta ricevendo un trattamento individuale ed è costantemente accompagnato da un terapeuta. Insisteva nel dire che non aveva mai molestato o stuprato nessuno e che tutto quello che è successo tra lui e le donne si è sempre svolto in modo assolutamente consensuale. Ha ammesso che forse qualche volta si è comportato da coglione, ma continuava a mostrarsi convinto di non essere uno stupratore. E sì, aveva con sé il cellulare, che però adesso è stato consegnato».

Foto Getty
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