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La Turchia deve fare i conti con gli attentati ogni mese

La mattanza dell’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul, dove ieri alle 21 (ora italiana) tre kamikaze hanno ucciso almeno 36 persone ferendone altre 140, non è purtroppo l’unica che ha colpito la Turchia negli ultimi tempi. Anzi, la frequenza degli attentati è aumentata a tal punto da rendere tragedie come quella di queste ore una situazione che si ripresenta ogni mese.

Il ricercatore e commentatore di politica mediorientale Anno Bunnik ha pubblicato su Twitter un semplice schema che mette insieme gli ultimi atti terroristici compiuti a Istanbul e ad Ankara, dal 12 gennaio scorso a ieri. Le bombe dell’aeroporto Ataturk non sono ancora state ufficialmente rivendicate, ma l’ipotesi più accreditata è quella che riconduce allo Stato islamico, esecutore di altri due attentati a Istanbul a gennaio e marzo.

Ad Ankara, invece, ha colpito maggiormente l’organizzazione curda Pkk, che ha ucciso un totale di 78 persone, divise equamente tra civili e personale della polizia e dell’esercito turchi. In totale, negli ultimi sei mesi in Turchia hanno perso la vita (almeno) 131 persone.

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