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Perché ha senso che non esista una terza stagione di True Detective

Secondo quando riporta The Hollywood Reporter, il nuovo progetto di Nic Pizzolatto – creatore della serie True Detective – non sarà una terza stagione dello show che ha coinvolto Matthew McConaughey e Colin Farrell nell’arco di due stagioni, ma qualcosa di completamente nuovo. Per quanto la decisione finale di Hbo, che trasmette lo show, non sia ancora nota, Vulture elenca una serie di ragioni per cui, tutto sommato, la prospettiva di una fine della serie non sia così da buttare.

Innanzitutto, si spiega, le motivazioni per accogliere con serenità la fine di True Detective non hanno a che vedere né soltanto con l’accoglienza della seconda serie (generalmente piuttosto piatta), né con i risultati in termini di ascolti (non così bassi da giustificare eventuali pensionamenti anticipati). Piuttosto, la ragione per cui il nuovo capo dei palinsesti Hbo Casey Bloys dovrebbe dire di no a una nuova stagione è un mero calcolo sui rischi: se la seconda stagione non è stata motivo di perdite economiche, di certo è stata rovinosa a livello d’immagine (un fattore fondamentale per un network come Hbo).

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«Se Hbo dovesse far rivivere True D per un terzo giro di giostra è anch’esso fosse accolto da derisione di critica e/o pubblico, potrebbero esserci danni a lungo termine per l’immagine del network. Lecitamente o meno, porrebbe dubbi sulla sua vena creativa», scrive Vulture. Perché Bloys dovrebbe volontariamente mettersi nei panni del responsabile di un ipotetico nuovo fail?

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