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Le tote bag che un amante della letteratura non può non avere

Alcune tote bag sono uno status symbol letterario, un modo per fare sapere agli altri che leggiamo le cose giuste. Del resto le borse di tela, almeno originariamente, erano un accessorio pensato per il pubblico colto: il primo caso di tote bag promozionale fu introdotto dalla NPR negli anni Settanta. Per questo Electric Lit ha compilato una lista delle tote bag che un amante della letteratura non può non possedere. Al primo posto, naturalmente, c’è quella del New Yorker.

Un post condiviso da Patty Sacchi (@patty.sacchi) in data:

Seguita dalla borsa di tela della London Review of Books. Da notare che, come spiega lo stesso New Yorker in una guida illustrata al galateo delle tote bag le borse devono sempre riflettere i nostri interessi reali: portare una borsa del New Yorker se non lo si legge è un’infrazione gravissima del galateo.

Un post condiviso da @AutumninLondon (@5automne) in data:

Non poteva mancare, poi, la borsa di Shakespeare and Company, la leggendaria libreria parigina.

Un post condiviso da @someotherstories in data:

Electric Lit include poi anche le tote bag di Daunt Books, la libreria londinese, e quella della casa editrice Verso Books. In quella che sembra una mossa pubblicitaria, ha inserito anche la borsa di tela firmata da Electric Lit. Per compensare, però, ha aggiunto anche quella di un sito concorrente, LitHub. L’intero elenco può essere visto qui.

Un post condiviso da Electric Literature (@electricliterature) in data:

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