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Snapchat vuole legalizzare i selfie in cabina elettorale

Con la progressiva penetrazione dei social media nella vita quotidiana, il documentare le proprie esperienze con fotografie condivise online è diventata una prassi scontata, tanto da spingere alcuni a farlo anche in casi in cui sarebbe proibito. In Italia, dove una legge sul voto di scambio non permette di immortalare le schede elettorali, nel 2013 si parlò molto di alcuni elettori del Movimento 5 stelle che avevano scattato una foto al loro voto, postandola poi su Facebook.

In alcuni Stati degli Usa la pratica è ugualmente vietata, ma Snapchat, uno dei grandi nomi delle app preferite dai teenager, sta facendo sforzi di lobbying per legalizzarla. Secondo il New York Times, venerdì il social di Evan Spiegel ha diffuso una dichiarazione imparziale, ossia un parere legale di un ente giuridico non direttamente implicato nei fatti, su un processo in corso nel New Hampshire: nell’agosto scorso un giudice aveva invalidato la norma che vietava i selfie in cabina elettorale nello Stato del New England, ma la decisione ha subito un appello tuttora in discussione.

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Nel suo parere, Snapchat sostiene che non ci siano reali prove di connessioni tra reati come il voto di scambio e lo scattare foto della scheda elettorale, dicendo al contrario che si tratta di testimonianze di impegno civico e politico non dissimili dalle spille coi nomi dei candidati. Per provare la sua linea, il social cita uno studio sulle elezioni di mid-term del 2010, in cui si è stabilito che il pulsante “I voted” di Facebook avrebbe portato 340 mila persone a votare. L’azienda, dunque, si è detta contraria a uno Stato che impone «un divieto assoluto che impedisce anche agli elettori che vogliono condividere i loro selfie in cabina elettorale con gli aggregatori di news digitali di farlo».

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