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L’artista del poster «Hope» di Obama è tornato con una serie di ritratti anti-Trump

In ore molto turbolente per la politica americana – il 45esimo presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è appena insediato alla Casa Bianca, e domani andrà in scena la Women’s March on Washington, una contestazione femminile al nuovo commander-in-chief – è tornato a fare capolino uno dei suoi co-protagonisti dimenticati: Shepard Fairey, anche noto col nome d’arte Obey, è l’artista che ha creato il popolarissimo manifesto «Hope» di Barack Obama nel 2008, contribuendo al suo successo elettorale (anche se poi aveva avuto qualche problema legale con Associated Press, che lo accusava di aver usato indebitamente una sua foto come base per l’opera).

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Ora, Fairey è tornato per prendere parte a un’iniziativa commissionata da Amplifier Foundation a un totale di 18 artisti, “We the People”, una campagna volta a combattere ciò che i suoi organizzatori definiscono «l’odio, la paura e gli atteggiamenti apertamente razzisti». Nel riconoscibile stile usato per il poster del 2008, l’artista stavolta ha ritratto quattro tipi di persone comuni, americani che non rispondono allo stereotipo del maschio bianco (ci sono una donna musulmana e un ragazzino afroamericano, tra gli altri soggetti). Fairey ha reso disponibili i disegni sul suo sito, invitando i partecipanti alla Women’s March a stamparli e portarli con loro durante la manifestazione.

 

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