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Chi è l’«intellettuale» alt-right vicino a Trump che inneggia al nazismo

Del movimento “alt-right” si è scritto molto in questi mesi che hanno portato alla vittoria elettorale di Donald Trump, e l’argomento è ancora molto “caldo”: soltanto ieri l’Atlantic ha pubblicato il video di una conferenza alt-right a Washington in cui l’elezione del magnate è stata salutata da saluti nazisti e diversi entusiastici «hail Trump». L’evento è organizzato annualmente nella capitale federale dal National Policy Institute, il principale gruppo di lobbying in favore del nazionalismo bianco; il leader di questa sorta di think tank, presente come di consueto all’evento ritratto dall’Atlantic, si chiama Richard Spencer e ha 38 anni. Il nuovo primo consigliere della Casa Bianca, l’ex direttore del sito di estrema destra Breitbart News, Stephen Bannon, l’ha definito in più occasioni «un intellettuale».

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Nel descrivere Bannon, Breitbart in un suo pezzo definiva questi pensatori del movimento alt-right «pericolosamente brillanti», e indicava in questa caratteristica il motivo per cui sono così invisi ai liberal. Eppure, di “brillante” Spencer sembra avere poco: al ritrovo di Washington era presente anche il New York Times, che ha scritto che il capo del National Policy Institute ha «inveito contro gli ebrei e citato la propaganda nazista nel suo tedesco originale, sorridendo». E non soltanto:

L’America, ha dichiarato, è sempre stata dei bianchi, che ha chiamato “figli del sole”, una razza di conquistatori e creatori che è stata messa ai margini ma adesso, nell’era del prossimo presidente Donald J. Trump, sta “risvegliando la sua vera identità”.

Quando ha concluso, diversi membri del pubblico avevano le braccia tese in un saluto nazista. Quando il signor Spencer, o forse qualcuno di vicino a lui all’altro capo della stanza – non era chiaro – ha gridato “Heil the people! Heil victory”, la sala l’ha urlato di rimando.

Nella stessa occasione, Spencer parlando dal palco ha definito l’alt-right un movimento con al centro dei suoi valori la «white identity». Dopo la cena, si è rivolto polemicamente ai media americani, anzi «i media mainstream», prima di fare una pausa e aggiungere: «forse dovremmo definirli col termine tedesco?». A quel punto, il pubblico ha urlato «Lügenpresse», letteralmente “la stampa bugiarda”, un termine usato dai nazisti nella prima metà del Novecento. Non è chiaro quanta influenza Spencer e la sua alt-right avranno sulla nuova amministrazione, ma certamente si tratta di un episodio e di una retorica rilevanti, se non direttamente preoccupanti.

 

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