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Per 6 anni nessuno ha voluto produrre La La Land

Damien Chazelle ha solo 31 anni ma ha alle spalle una carriera già notevole, se contiamo anche soltanto gli ultimi due lungometraggi che ha diretto: Whiplash, del 2014, che si è aggiudicato 5 nomination e 3 premi Oscar, e La La Land, fresco di 7 Golden Globe e diretto, come sembrerebbe, verso un pieno di successi anche ai prossimi Academy Awards.

Come spesso accade a Hollywood, tuttavia, La La Land ha avuto una vita complicata e una lunghissima gestazione: intervistato da Kyle Buchanan su Vulture, Chazelle ha ricordato che iniziò a proporre il film circa 6 o 7 anni fa, quando aveva soltanto 25 anni. All’epoca Damien Chazelle aveva appena fatto uscire Guy and Madeline on a Park Bench, una pellicola in cui il vecchio cinema d’autore e la musica (il jazz, ancora) giocano ruoli fondamentali. Il film debuttò al Tribeca Film Festival nel 2009 ed ebbe un’ottima ricezione critica, ma non riuscì ad aiutare il pitch di La La Land a farsi strada. Chazelle allora – nel 2013 – girò un cortometraggio chiamato Whiplash, per cercare di fornire un trampolino ancora più potente a La La Land. Ma, presentato al Sundance del 2013, il corto ebbe un tale successo che si trasformò in lungometraggio l’anno dopo.

«Dovevano succedere delle cose nel frattempo, e una di quelle cose era Whiplash», ha detto Chazelle a Vulture. Dopo i premi vinti – e i soldi guadagnati – con il film con Miles Teller e J.K. Simmons, il regista è rimasto comunque concentrato sull’obiettivo principale: «Non ho mai avuto nemmeno un dubbio», ha detto sulla possibilità di dedicarsi a un altro progetto che non fosse La La Land. Il cast, originariamente, doveva prevedere Emma Watson e lo stesso Miles Teller, poi sostituiti da Ryan Gosling e Emma Stone. Ma anche con queste circostanze, Chazelle non ha trovato porte spalancate davanti a sé: soltanto uno studio, Lionsgate, ha accettato di produrre il film. «Era comunque una scommessa, un musical originale con un compositore sconosciuto. C’era di nuovo questa cosa di dover convincere le persone», ha detto. Finora ha pagato: tra i 7 Golden Globe vinti, c’è anche quello per la miglior colonna sonora originale, vinta dall’ex sconosciuto Justin Hurwitz.

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