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L’America è ossessionata dal panettone

Il panettone sta diventando sempre più mainstream in America. E non si tratta soltanto dell’importazione di prodotti industriali dall’Italia (sebbene lo scorso anno una delle principali aziende produttrici avesse confidato al Sole24Ore che le esportazioni verso gli Usa erano raddoppiate). Il panettone è diventato «un’ossessione per i pasticceri americani», scrive il New York Times in un recente articolo. Per realizzarlo la food writer Tejal Rao ha intervistato alcuni dei più bravi pasticceri e panettieri degli Stati Uniti, concludendo: «Da Los Gatos, in California, a Pittsburgh, i panificatori raccontano che sono ossessionati da questo impasto ad alta manutenzione: nessuno altro pane è più difficile, ma nessun altro pane da maggiori soddisfazioni quando ti viene bene».

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Dimostrando una genuina fascinazione, tipicamente americana, per le cose fatte bene e lentamente, l’articolo si concentra soprattutto sulla difficoltà e la cura che la lavorazione di questo dolce richiede in ogni fase, dalla scelta degli ingredienti (c’è chi importa il burro dalla Normandia) al controllo della temperatura della pasta. I pasticceri intervistati dal Nyt sono Rick Easton, che ha la sua bottega in Pennsylvania ma la scorsa estate ha organizzato un evento dedicato al panettone a New York (le foto che trovate qui risalgono a quell’evento), il newyorchese Jim Lahey, la californiana Avery Ruzicka e Roy Shvartzapel di San Francisco, che ha imparato da Iginio Massari. «La panificazione è sempre qualcosa di mistico e meraviglioso», racconta Ruzicka, «però col panettone lo è ancora di più».

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