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Cassel e il suo personaggio de L’odio, vent’anni dopo

Nel 1995 usciva L’odio, film in bianco e nero che è valso a Mathieu Kassovitz il premio come miglior regista alla 48esima edizione del Festival di Cannes e che è rimasto nella memoria collettiva come un film di culto. Vent’anni dopo, a un altro festival, quello di Venezia, è stato presentato Violence en réunion, un cortometraggio diretto da Karim Boukercha, che prende ispirazione proprio da quella storia, come ha confermato anche Cassel in questi giorni in un’intervista con il giornalista Mouloud Achour su Canal Plus. Il canale francese ha poi diffuso il corto su Dailymotion tramite la sua rivista culturale Clique.

Cassel è il protagonista nei panni di Vince che, come si può capire anche dal nome quasi identico, è un personaggio molto ispirato al Vinz del 1995. O comunque, a un Vinz con qualche anno e kg in più e, ovviamente, con una resurrezione alle spalle. In vent’anni, comunque, la città non è cambiata molto: la banlieu parigina vive ancora in un clima teso tra giovani e polizia, e anche Cassel ha mantenuto la stessa rabbia, nonostante provi a tenerla a freno. Abita con la madre e di giorno lavora in fabbrica, mentre la notte una donna misteriosa, velata dal burqa, sbeffeggia i poliziotti nei quartieri popolari. Ovviamente i nostalgici di La Haine possono stare tranquilli: non mancano gli scontri.

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