Iscriviti alla newsletter: scopri tutte le storie di Studio!

Attualità Cultura Stili di Vita

Seguici anche su

+60k
+16k
+2k
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Invia una e-mail

Nella Silicon Valley hanno smesso di mangiare

Phil Libin è il manager di una startup che si occupa di intelligenza artificiale. Come Geoffrey Woo, amministratore delegato di una compagnia che studia sostanze per aumentare le capacità cognitive, lavora nella Silicon Valley. In questo articolo del Guardian, dal titolo I dirigenti della Silicon Valley che non mangiano per giorni” si parla di entrambi: Libin compare in una foto seduto al tavolo, con una forchetta in mano e nessun piatto davanti. Woo invece è ritratto in abbigliamento intimo mentre esibisce i muscoli e una magrezza notevole. Evidentemente sono entrambi nel pieno del loro regime alimentare, che di alimentare ha veramente poco: consiste nel non ingerire nulla (a parte acqua, caffè e tè) per migliorare le prestazioni sul posto di lavoro.

A quanto sostiene Woo, fondatore di un gruppo di persone che hanno deciso di rinunciare, o quasi, al cibo, smettere di mangiare carboidrati costringe il corpo ad attingere l’energia dalle riserve grasse, più ricche di chetoni, una sostanza che funziona come un super-carburante per il cervello. I primi tre giorni si muore di fame, poi i crampi allo stomaco scompaiono e cominciano i benefici. La perdita di peso è solo un gradito effetto collaterale: i manager della Silicon Valley sperimentano una maggiore capacità di concentrazione, un miglioramento dell’umore e un incremento dell’energia. A detta di Libin non esistono conseguenze di cui preoccuparsi. Nessun problema, ad esempio, nell’incontrare amici e conoscenti al ristorante, dove ordina una bottiglia d’acqua e siede non disturbato dall’odore e dalla vista delle pietanze. «È una delle migliori due o tre cose che ho fatto nella vita», dice al Guardian.

Woo ha fondato una community di persone che condividono il suo stesso modo di alimentarsi. Si chiama WeFast (tradotto: io digiuno) e ha una community di 6mila iscritti su Facebook e Slack, i cui membri si ritrovano per rompere l’astinenza da cibo in un ristorante di San Francisco. Anche Lubin è continuamente in contatto con una ventina tra manager e investitori della Bay Area tramite un gruppo Whatsapp, ma la sua opinione è che il digiuno come regime alimentare non si diffonderà su vasta scala, perché «tutti siamo cresciuti sentendoci dire che non mangiare è pericoloso e molto difficile»

 

foto Getty.
54da1fe3c06675ff4ccfe97c_undici-logo-white.jpg