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La raccolta di necrologi dei grandi scrittori moderni

Come abbiamo scritto tempo fa, i necrologi, specie nella cultura anglofona, sono considerati non soltanto un genere  ma una vera e propria arte. Tuttavia esiste anche un tipo di “obituary” più tradizionale, meno letterario, in cui semplicemente si annuncia la morte di una personaggio e che finisce per essere interessante sotto altri punti di vista, in particolare se si tratta di grandi personaggi del passato, che conosciamo solo come icone. C’è da segnalare in tema che quest’anno è uscito negli Usa Obit. un documentario sulla redazione necrologi del New York Times.  Lithub ha raccolto alcuni necrologi scritti in occasione della morte di alcuni grandi scrittori dell’Ottocento e del Novecento, da Melville a Hemingway, e quasi tutti presi dal New York Times. Ne abbiamo selezionati e tradotti una parte. In ordine cronologico:

 

Jane Austen

Pubblicato sul Salisbury and Winchester Journal, del 28 luglio 1817 questo necrologio dell’autrice di Orgoglio e pregiudizio recitava: «Di venerdì, il 18 di questo mese, moriva in questa città Miss Jane Austen, la figlia più giovane del reverendo George Austen, e autrice di Emma, Mansfield Park, Orgoglio e Pregiudizio, e Ragione e sentimento. Aveva modi dolci, appassionata nei suoi affetti, un candore impareggiabile, visse e morì come un’umile cristiana».

 

Herman Melville

Sul New York Times del 29 settembre 1891, veniva comunicata la morte di Herman Melville: «È morto ieri nella sua casa al 104 East Twenty-sixth Street, in questa città, di attacco cardiaco all’età di 72 anni. Era l’autore di Typee, Omoo, Mobie Dick, e di altre storie marinare, scritte nei primi anni della sua carriera. Lascia una moglie e due figlie, Mrs. M. B. Thomas e Miss Melville».

 

Oscar Wilde

Schermata 2017-01-16 alle 15.55.25Più lungo e dettagliato il necrologio di Oscar Wilde pubblicato sempre sul Nyt il 30 novembre 1900, perché composto da una prima parte in cui si descrive il fatto e di un’altra in cui si ripercorre la carriera dello scrittore: »Oscar Wilde alla Maison du Perier, in rue des Beaux Arts, nel Quartiere Latino. Si tratta di un piccolo e oscuro albergo in cui Wilde ha vissuto per alcuni mesi con il nome di Manmoth. Secondo alcune fonti, Wilde era stato operato sei settimane fa per meningite, causata da un ascesso all’orecchio che i medici non erano riusciti a localizzare. Ha detto di essere rimasto privo di coscienza per due giorni e, prima, di essersi convertito al cattolicesimo. Lord Alfred Douglas si trovava con lui al momento della sua morte.  Tuttavia Le Journal riporta che secondo alcune voci Wilde si sarebbe suicidato. Verrà seppellito a Parigi lunedì».

 

Lev Tolstoj

Quasi esattamente dieci anni più tardi, il 20 novembre del 1910, morì Tolstoj, e il Times raccontò questo: «Il conte Tolstoj è morto alle 6:05 di questa mattina. La contessa Tolstoj è stata ammessa nella sua stanza alle 5 e 50. Tolstoj non l’ha riconosciuta. La famiglia si è riunita in una stanza adiacente in attesa dell’evento. Tolstoj ha sofferto di una serie di attacchi cardiaci durante la notte». Segue descrizione dettagliata di come si è svolto il deterioramento delle condizioni dello scrittore e delle reazioni e dei medici e dei famigliari. Quindi vengono riportate le ultime parole di Tolstoj dette alla figlia Tatiana: «Ci sono milioni di persone nel mondo e molte di esse soffrono. Perché siete così preoccupati per me?».

 

Francis Scott Fitzgerald

«Come se stesse rappresentando la sua generazione incerta e confusa anche nella sua morte prematura, F. Scott Fitzgerald è trapassato da un mondo di nuovo preso da quell’isteria guerrafondaia che l’aveva reso famoso agli inizi. L’autore di Taps at Reveille ha lasciato prima del tempo una vita tribolata. La sua complessità era quella di un’epoca turbolenta. Morendo, deve non aver ancora trovato le risposte alle domande che si è posto per tutta la vita: “Whither youth, whither the nations of the earth?” Fitzgerald ha avuto un’importanza che solo il tempo dirà se fugace, perché si è reso la voce della giovinezza che piange nella landa desolata della confusione politica, sociale e morale. I giovani che ha conosciuto erano sregolati, ma anche coraggiosi. Erano instabili, ma anche alla ricerca di qualcosa. Era un fenomeno del Dopoguerra, I Turbulent Twenties, uno strascico di Versailles. I giovani sentivano che la loro sicurezza non era stata messa al sicuro, ma non sapevano che cosa farci. E non lo sapeva nemmeno Fitzgerald. Ma ha fatto riflettere le persone, il che è già molto. Era uno scrittore brillante, a volte profondo. Il fatto che la sua opera sembrasse mancare di un oggetto definito non era colpa sua, ma del mondo in cui si è trovato. Ci ha lasciato in eredità domande pertinenti di cui non pretendeva di avere la risposta. Tutt’altro che la parte minore della sua grandezza». Così scriveva il 24 dicembre del 1940 il Los Angeles Times.

 

Virginia Woolf

3 aprile 1941 sul New York Times: «Si ritiene che Virginia Woolf, scrittrice e saggista, scomparsa dalla sua casa lo scorso venerdì sia annegata a Rodwell, vicino Lewes, dove lei e suo marito, Leonard Sidney Woolf, hanno una casa di campagna. Questa notte il signor Woolf ha dichiarato: “La signora Woolf è probabilmente morta. Venerdì è uscita per una passeggiata, ha lasciato una lettera, ed è da ritenere che sia morta annegata anche se il suo corpo non è stato recuperato”. Le circostanze legate alla scomparsa della scrittrice non sono state rivelate. Le autorità di Lewes affermano che non ci sono notizie circa la ipotetica morte della signora Woolf».

 

Ernest Hemingway

Ecco cosa si poteva leggere sul New York Times del 3 luglio 1961: «Ernest Hemingway è stato trovato morto con un colpo di arma da fuoco in testa nel sua casa, oggi. Sua moglie Mary ha detto che si è ucciso da solo mentre puliva l’arma. Hemigway, che ha vinto per le sue opere il premio Nobel e il Pulitzer, avrebbe compiuto 62 anni il 21 luglio. Frank Hewitt, sceriffo della contea di Blaine County, dopo un’indagine preliminare ha detto che la morte sembrerebbe causata da un incidente. Ha detto che non c’è evidenza di reato. Il corpo dello scrittore barbuto e robusto in pigiama e vestaglia è stato trovato dalla moglie nel soggiorno della loro casa moderna in cemento. Accanto a lui un fucile a canna doppia con un proiettile mancante».

 

Anais Nin

Il 16 gennaio del ’77 sul Washington Post appariva questo necrologio di Anaïs Nin: «Anais Nïn, un’autrice brillante e innovativa che ha esplorato i paesaggi della mente in una serie di diari delicatamente scritti nel corso di decenni, è morta alla fine di venerdì in un ospedale di Los Angeles. Aveva 73 anni. Nonostante le esplorazioni surrealiste del suo subconscio si fossero spesso dimostrate troppo oscure per il pubblico generalista, negli ultimi anni sembrava aver ricevuto riconoscimenti dai giovani, e da coloro che valorizzavano le sue intense rappresentazioni del punto di vista di una donna. Autrice di opere di delicatezza rara e bellezza fragile, era anche una donna di grande determinazione, che negli anni Quaranta riuscì a far fronte alla mancanza di un editore comprando una pressa a pedali per stampare il suo lavoro».

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