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Il MoMA dedica una retrospettiva al fotografo più banale del mondo

Secondo Wired Stephen Shore è stato un “artista di Instagram” prima ancora che Instagram esistesse. Le sue foto degli anni Settanta che ritraggono parcheggi, colazioni, piccoli viaggi, oggetti e banalità, sarebbero state perfettamente a loro agio nella griglia a quadrati del social. Oggi che ha davvero un profilo, il fotografo di 70 anni pubblica un post al giorno. Gatti, rubinetti, acqua, cani, fiori, polpette, rose, gli arnesi del dentista, un uomo in metro, tre ragazze su una panchina, una mano. Basta scorrere il suo profilo per un po’, lasciandosi trasportare dalla normalità delle immagini, per accorgersi che c’è qualcosa di estremamente speciale nello sguardo dell’autore di queste fotografie. Un modo unico di guardare la realtà.

Un post condiviso da Stephen Shore (@stephen.shore) in data:

E infatti Stephen Shore, pioniere del colore, è un grandissimo artista: non per niente il MoMA gli dedica una retrospettiva (accompagnata da un ricco catalogo). La mostra ha aperto da pochi giorni e durerà fino al 28 maggio del 2018, attraversando tutta la sua carriera: una costante, insaziabile indagine della pratica del “fare immagini”, durata 50 anni e in continua evoluzione. Dalle stampe a gelatina d’argento che cominciò a fare da adolescente fino all’uso attuale delle piattaforme digitali. Un incessante lavoro di registrazione del reale, sistematico e controllato. Uno sguardo distaccato che però non è mai riuscito a nascondere un meraviglioso, delicatissimo senso dell’umorismo.

 

Immagine: catalogo della mostra
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