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Pagati per essere geni: storie dei premiati dalla MacArthur Foundation

Ogni anno la MacArthur Foundation, una delle principali organizzazioni filantropiche americane, assegna un premio a un gruppo di persone, dalle venti alle trenta, che si sono distinte in vari ambiti: ci sono artisti, scrittori, professori, imprenditori, che hanno in comune l’aver dimostrato un’«eccezionale creatività» nel loro campo professionale. Quest’anno il riconoscimento è stato conferito a 23 persone.

Vincere questo premio, noto anche come Genius Grant, significa non soltanto ricevere uno dei più importanti riconoscimenti degli Stati Uniti, ma anche avere una borsa di studio di 650 mila dollari da spendere come si preferisce. La particolarità della MacArthur Fellowship è che i vincitori non sanno nemmeno di essere in lizza per il premio: non esiste una domanda di iscrizione e le identità di chi nomina, valuta ed elegge i “geni” dell’anno non sono rivelate.

Quest’anno, il più giovane a ricevere il premio è Branden Jacobs-Jenkins, drammaturgo 31enne che con i suoi spettacoli off-Broadway ha vinto l’Obie Award – l’award del Village Voice ai gruppi teatrali più meritevoli – ed è stato uno dei finalisti del premio Pulitzer per la drammaturgia col suo Gloria. «Pensavo di essere impazzito. Sono uscito in strada, ho incontrato un amico e gli ho chiesto di dirmi che avevo davvero ricevuto la telefonata della MacArthur Foundation» ha detto Jacob-Jenkins al New York Times.

2015 New Yorker Festival “Wrap Party” Hosted By David Remnick

Oltre a lui, hanno ricevuto premi Anne Basting, artista teatrale che ha fondato TimeSlips, un progetto che aiuta le persone affette da demenza senile; la poetessa e professoressa di Yale Claudia Rankine, la giornalista del New Yorker Sarah Stillman e lo scienziato informatico Bill Thies, che lavora con le comunità più povere dell’India.La persona più anziana a vincere il premio è stata Joyce A. Scott, gioielliera e scultrice di Baltimora di 67 anni, che ha detto al Washington Post: «Mi ha davvero colto di sorpresa, e ora la mia vita cambierà».

Nonostante il Genius Grant sia andato anche a qualcuno di molto noto in passato, l’intento della fondazione è proprio quello di premiare il lavoro di personalità poco conosciute al di fuori del loro campo. Con la conseguenza che qualcuno, come Scott, si preoccupa di cosa succederà adesso: «Quando sei una visual artist le persone ti conoscono per il tuo lavoro, ma mi spaventa che il mondo adesso mi conosca in maniera diversa. Io sono indisciplinata e impreco spesso, devo cambiare?» ha confidato al Washington Post. D’altra parte, gli altri si interrogano su come useranno i soldi della borsa di studio: il biologo 34enne Manu Prakash, ad esempio, ha detto che adesso non avrà più problemi a cercare finanziamenti per il suo lavoro, cosa che solitamente «richiede molto tempo».

Nel testo: Sarah Stillman del New Yorker, tra i vincitori di quest’anno
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