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Il Guardian è il sito che ha avuto più traffico per i Panama Papers

Lo scoppio del caso Panama Papers è stato di certo l’evento più rilevante e dibattuto degli ultimi giorni: il leak di 11 milioni e mezzo di file dallo studio legale panamense Mossack Fonseca ha esposto diversi leader mondiali, imprenditori e personalità varie. L’International Consortium of Investigative Journalists, che si è occupato dello scoop, ha selezionato 107 media mondiali per analizzare i documenti. Tra loro, il Guardian potrebbe essere la testata che ha avuto un miglior ritorno in termini di traffico Internet. Digiday ha scritto che il 4 aprile scorso, il giorno in cui sono uscite la maggior parte di notizie relative allo scandalo, il sito del quotidiano londinese ha raggiunto i 10.4 milioni di utenti unici, con oltre 35 milioni di visualizzazioni di pagina.

La media del Guardian si aggira sugli 8 milioni di utenti giornalieri. Il dato riguardante i Panama Papers è doppiamente impressionante, vista la complessità del caso giornalistico in questione. «È una storia complicata», ha detto Juliette Garside, responsabile delle inchieste del giornale, «devi costruire chart per mostrare cose come il riciclaggio di denaro off-shore, o come le ricchezze passano dalla Cina e dal Sud America attraverso hub come Londra o Zurigo, e dove vanno poi da lì per raggiungere i paradisi fiscali». Le precedenti giornate di record di visualizzazioni dell’anno corrente sul sito britannico riguardavano la morte dell’attore Alan Rickman (14 gennaio, 14,5 milioni di utenti) e gli attacchi di Bruxelles (22 marzo, 11,7 milioni).

Si può leggere un’analisi approfondita sui numeri record della copertura del Guardian su Digiday.

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