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La mostra che celebra il design dei vecchi prodotti Sony

Da qualche tempo Sam Byford, reporter di The Verge per l’Asia, cura una column che si intitola “Tokyo Thrift” in cui «setaccia il mercato di seconda mano per approfondire la storia, il design e la cultura dei gadget giapponesi». L’ultimo pezzo firmato da Byford si concentra su “It’s a Sony”, la mostra organizzata da Sony per celebrare i settant’anni dalla sua fondazione. Nello storico Sony Building del quartiere Ginza di Tokyo – dove l’anno prossimo inizieranno i lavori per la costruzione di un parco pubblico, finanziati dalla multinazionale giapponese – l’esibizione conta centinaia di oggetti che hanno fatto la storia di Sony.

The Verge definisce il design di questi oggetti «decadente»: in molti casi si tratta di linee che sembrano provenire da un’altra epoca; altre provengono davvero da un’altra epoca, almeno da un punto di vista tecnologico.

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Questi sopra sono i robot Aigo, per la precisione quelli della seconda generazione, usciti nel 2001. Da sinistra a destra, Latte, Pug e Macaron.

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Il Sony Mylo è uscito nel 2006, poco dopo la PlayStation Portable, ed era esattamente una Psp con una tastiera a scomparsa e l’assenza di videogiochi. Il nome significava “my life online”, ma, scrive The Verge, «aveva una connessione wi-fi e funzionalità molto limitate».

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La Psx era un’edizione speciale della PlayStation 2 uscita nel 2002 esclusivamente in Giappone: fungeva anche da decoder e da videoregistratore. Era, tra le altre cose, molto bella da vedere.

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I primi floppy disk da 3,5 pollici mai messi in commercio sono di Sony e risalgono al 1980: oltre al formato popolarizzato dai “dischetti” dei decenni seguenti, si tratta anche del design reso celebre dall’icona “Salva” di molti sistemi operativi.

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La console nella foto sopra, invece, si chiama semplicemente “PlayStation”: è uscita nel 1994; secondo Byford è stato anche «l’ultimo prodotto Sony ad avere cambiato il mondo».

Fotografie di Sam Byford
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