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I libri preferiti di Trump

Il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama, era un grande lettore, o così gli piaceva apparire. Tra i suoi libri preferiti c’è sempre stato un grande equilibrio tra classici della letteratura e titoli appena usciti, soggetti a una più o meno intensa attenzione mediatica. Lo scorso agosto, ad esempio, dichiarò che avrebbe letto Giorni selvaggi di William Finnegan (uscito per 66thand2nd da noi), una storia del surf dalla sua nascita a oggi, ma anche Io e Mabel, di Helen McDonald (uscito per Einaudi in Italia), un memoir di grand successo sull’arte di addestrare un astore.

Donald Trump, da questo punto di vista, è meno decifrabile: intervistato da A.J. Calloway a novembre, ha dichiarato soltanto: «Mi piace leggere, quando riesco». Ha però citato due libri della sua personale “classifica”: The Art of the Deal Surviving at the Top. Il primo è del 1987, il secondo del 1990. Entrambi sono stati scritto da lui.

sweet-freedom-coverIl sito Quartz ha provato a creare una “reading list” del nuovo presidente eletto degli Usa, mettendo insieme endorsement fatti via Twitter, dichiarazioni raccolte in interviste, o altre liste citate nei suoi libri. Troviamo titoli pertinenti all’ultima campagna elettorale, come Unlikeable: The Problem with Hillary, di Ed Klein, oppure The Amateur: Barack Obama in the White House, sempre di Ed Klein, scrittore e columnist molto criticato per la quantità di informazioni false con cui riempie i suoi profili politici. Tra le autobiografie, Trump cita Shooting Straight: Guns, Gays, God, and George Clooney, di Piers Morgan, ex direttore del molto controverso News of the World e del Daily Mail. Per quanto riguarda possibili “ispirazioni” storiche, Quartz elenca The Last Lion: Winston Spencer Churchill, di William Manchester, libri su Abramo Lincoln e Franklin Roosevelt, e «the book on Richard Nixon», ma in questo Doland Trump non è mai riuscito a fornire un titolo preciso (lo disse in questa intervista con l’Hollywood Reporter).

Nei classici, invece, troviamo titoli non troppo originali: Il Principe di Niccolò Machiavelli, L’arte della guerra di Sun Tzu, Essays and Lectures di Raph Waldo Emerson, e Pensieri, idee, opinioni di Albert Einstein. C’è però una specie di libro di preghiere, Sweet Freedom: A Devotional, scritto dall’ex candidata repubblicana Sarah Palin, e naturalmente la Bibbia. Quando si va nel campo della fiction, la lista è scarsa: c’è il semi-sconosciuto Hidden Mirrors, di DonnaMarie, e Niente di nuovo sul fronte occidentale, di Erich Maria Remarque.

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