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Hedi Slimane lascia Saint Laurent

Quando Hedi Slimane ha deciso di presentare le collezioni uomo e donna Saint Laurent con un unico grande evento a Los Angeles, lo scorso febbraio, in molti vi hanno visto un’uscita di scena in grande stile. Allo stesso modo, lo show di haute couture durante l’ultima settimana della moda di Parigi poteva essere un grande inizio o un gran finale: oggi abbiamo la conferma che sì, Slimane si stava preparando a lasciare il marchio fondato da Yves Saint Laurent, dove pure la sua avventura nel design di moda è iniziata. Lo ha confermato Kering stamattina con un comunicato ufficiale, come riporta Business of Fashion. I primi pettegolezzi indicano Anthony Vaccarello come il fortunato sostituto, ma per ora non c’è nulla di ufficiale. Quello che sappiamo di sicuro, invece, è che uno dei designer più discussi dell’attuale panorama lascia il brand che ha costruito a sua immagine e somiglianza nel corso del suo percorso quadriennale, non senza provocare accese reazioni.

Il suo debutto, concomitante a quello di Raf Simons da Dior nel 2012, aveva lasciato freddi, quando non ostili, i critici, ma il mercato gli aveva dato subito ragione. Appellandosi ai grandi classici dello stile Saint Laurent e aggiungendoci una forte attitudine grunge, Slimane può essere considerato a buon diritto colui che più, negli ultimi anni, ha saputo vestire le persone. Dalle celebrity alle adolescenti che ne comprano i copycat dal fast-fashion, il look Saint Laurent è quello che ha invaso le strade: dalla camicia a quadri legata in vita sui pantaloni di pelle ai mini abiti di paillettes, i suoi capi semplici ma estremamente riconoscibili sono stati una benedizione per lo storico marchio, che ha chiuso il 2015 con un fatturato che si aggira intorno ai 974 milioni di euro.

Portrait Of YSL Creative Director Hedi Slimane

Il suo approccio alla direzione creativa è stato “onnicomprensivo”: dopo aver spostato il suo quartier generale a Los Angeles, infatti, Slimane ha scattato personalmente tutte le campagne pubblicitarie, scegliendone i protagonisti, spesso mutuati dalla scena musicale losangelina, ha ridisegnato tutte le boutique e seguito la comunicazione in toto. Al suo successore tocca perciò un compito non semplice. I suoi due ultimi show, che si sono succeduti nell’arco di meno di un mese, sono stati un’uscita di scena in grande stile per davvero: durante l’evento di febbraio, il designer francese ha dimostrato come la sua visione del marchio potesse essere ben più complessa di un revival anni Novanta, mentre la sfilata di alta moda, senza musica e con il numerino per ogni modella come si usava negli anni Sessanta, è sembrato un omaggio al fondatore e, allo stesso tempo, una boccata d’aria fresca all’interno di una Fashion Week dove i vestiti contano sempre meno. Solo qualche giorno fa, inoltre, è stata annunciata la nuova campagna, con protagoniste Cara Delevingne e Jane Birkin.

Durante il suo periodo da direttore creativo ha rilasciato una sola intervista – quest’estate, a Yahoo Style – e si è fatto vedere pochissimo, rinunciando anche all’inchino finale in alcuni dei suoi show. Ha fatto arrabbiare molti giornalisti e addetti ai lavori, centellinando gli inviti per le sue sfilate, non si è tirato indietro quando si è trattato di rispondere alle critiche, come dimostra l’ormai epico scontro con Cathy Horyn. Probabilmente tornerà a fare il fotografo, o magari no, ma per dirla con le parole della stessa Horyn, bisogna ammettere che è uno intelligente.

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