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Dieci anni fa gli autori di “Despacito” sarebbero stati molto più ricchi

È stata un’estate bellissima per Luis Fonsi e Daddy Yankee, gli autori di “Despacito”. Il pezzo reggaeton pop è stato caricato su Youtube all’inizio del 2017, ma solo qualche mese fa è effettivamente esploso, sostituendo “See You Again”, l’omaggio di Wiz Khalifa e Charlie Puth al defunto attore Paul Walker, al primo posto dei video più guardati di sempre sulla piattaforma di condivisione. Inoltre, una versione di Despacito remixata da Justin Bieber è stata la canzone più ascoltata dagli utenti di Spotify in questa estate. Secondo la Universal, l’etichetta discografica di Fonsi, “Despacito” è stata riprodotta 4,6 miliardi di volte sulle piattaforme di streaming (una cifra che tiene dentro anche i numeri di Apple Music ed altri). E considerando che ogni visualizzazione o ascolto genera profitto, con una sola hit il duo portoricano ha fatto un sacco di soldi.

Le cose potrebbero andare meglio? A quanto pare sì. Quartz prova a fare i conti in tasca a Luis Fonsi e Daddy Yankee, senza però arrivare a cifre precise (i contratti della Universal sono segreti e dipendono da alcune variabili come la popolarità e il background). Sembra strano dirlo, ma un margine di errore di qualche milione di dollari non cambia molto: il succo del discorso è che  le piattaforme di streaming, finanziate con le pubblicità e accessibili liberamente dagli utenti, polverizzano i guadagni di un artista. Almeno rispetto a quando acquistare un cd musicale era uso comune, o all’epoca, più recente, dei download a pagamento.

Per esempio, Spotify paga un musicista tra gli 0,0006 dollari e gli 0,0084 per ogni ascolto. Molto meno di iTunes ogni volta che il pezzo viene acquistato per il download (20 centesimi). Più della metà delle visualizzazioni di “Despacito” (2,7 miliardi) arrivano però da Youtube. Ciò significa che chi potrebbe essere interessato all’acquisto di una canzone preferisce ascoltarla in streaming sulla piattaforma di Google, che secondo le stime paga all’autore 0,0007 dollari ogni volta che gli utenti cliccano play.

Perché allora resta così importante essere su Youtube? La risposta di Quartz è semplice: senza Youtube “Despacito” non sarebbe stata “Despacito”. Piuttosto che pagare un dollaro e scaricarla gli utenti sarebbero semplicemente passati ad altro.

 

foto Getty.

 

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