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Game of Thrones, la serie più bianca di sempre, spiegata agli afroamericani

Il giornalista e scrittore Michael Harriot ha scoperto, con orrore, che una sua cara amica non solo non guardava Game of Thrones, di cui è appena arrivata l’ultima stagione, ma addirittura non sapeva cos’era. Harriot, che è di etnia afroamericana, ha scritto su The Root che la serie fantasy di Hbo è una sorta di analogia della «white America», e probabilmente per questo non è popolare fra i neri quanto lo è fra i bianchi: eppure, l’autore del pezzo sostiene che anche gli afroamericani dovrebbero appassionarsi alle vicende dei Lannister e studiarle attentamente, come fossero racconti orwelliani. Per spiegare il suo punto, Harriot ha creato un immaginario (e divertente) Q&A sui temi della serie dedicato al potenziale pubblico nero. Ne traduciamo di seguito qualche punto.

Di che parla Game of Thrones?
Di violenza dei bianchi contro i bianchi. Lo show è incentrato su una disputa territoriale fra diverse gang che vogliono mettere le mani sul premio finale: l’Iron Throne. E sai bene che se c’è una cosa che la wypipo (i bianchi) ama più del territorio, sono i troni.

Quindi cosa simboleggiano quei draghi?
Il white privilege.

E i mostri?
La wypipo.

E allora i veri bianchi del cast?
Ah, anche quelli sono metafore: stanno lì al posto dei caucasici.

Un momento, è tutto incentrato sui bianchi?
Esattamente! Game of Thrones ci insegna che non tutti i bianchi sono uguali. È ciò che sto cercando di dimostrarti, se la smettessi di essere così razzista!

Immagine dal dietro le quinte di Game of Thrones/Hbo
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