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Perché un partito anti-gay è diventato decisivo in Gran Bretagna

Il Dup è un partito di estrema destra dell’Irlanda del Nord di cui si è parlato relativamente poco prima delle ultime elezioni in Gran Bretagna, ma che invece adesso sta destando interesse – e anche apprensione – perché pare che Theresa May intenda formare un esecutivo con il loro sostegno. Uno dei punti più preoccupanti è rappresentato dalle posizioni del partito sui diritti degli omosessuali e su quelli delle donne. Infatti, come riporta BuzzFeed, molti parlamentari Tory si sono detti«molto preoccupati» dalle credenziali anti-gay del Dup. Inoltre, come scrive Vocativ, più di 670 mila persona hanno firmato una petizione che chiede a May di rassegnare le dimissioni piuttosto che allearsi col Dup.

Il Dup, la cui sigla sta per “Democratic Unionist Party”, o partito unionista democratico, è nato nel 1970 come la formazione più “falca” della corrente unionista dell’Irlanda del Nord, cioè fedele alla corona e contraria all’indipendenza: è stato l’unico partito ad opporsi all’accordo del Venerdì Santo che portarono la pace nel 1998. A parte il dossier locale, il Dup si è contraddistinto anche per posizioni ultraconservatrici contro l’aborto e il matrimonio tra le persone dello stesso sesso: come ricorda il Guardian, due dei suoi parlamentari hanno definito, in tempi relativamente recenti, l’omosessualità «un abominio» e come qualcosa «che mi fa orrore».

Leader Of The DUP Arlene Foster Addresses Possibility Of Election Coalition

Sono posizioni che, oltre a essere riprovevoli di per sé, sono in netto contrasto con la sensibilità dominante in Gran Bretagna, dove i dirittiLgbt sono ormai ampiamente accettati e sostenuti anche da parte dei conservatrori; infatti è stato proprio David Cameron, un conservatore, a introdurre le nozze gay, inoltre alle ultime elezioni s’è segnato un record di eletti che fanno parte della comunità Lgbt: sono ben 45, di cui 19 Tory. Come siamo arrivati a questa situazione, allora? Il problema sta nel fatto che May non ha raggiunto da sola i numeri per governare.

La premier conservatrice, che era salita al potere dopo le dimissioni di Cameron, aveva indetto elezioni anticipate, perché era convinta di potere migliorare la propria situazione, sia aumentando il numero dei seggi in mano ai Tory, sia ottenendo legittimità in quanto leader eletta. Il suo piano però si è rivelato un boomerang: pur restando il primo partito, infatti, i conservatori hanno ottenuto soltanto 318 seggi, cioè ben 13 in meno rispetto a quelli che ne avevano prima delle elezioni. E, soprattutto, meno di quanti non ne servano per ottenere la maggioranza assoluta, ovvero 326. Il Dup, dal canto suo, ne ha ottenuto dieci: davvero pochi in assoluto, ma quanto basta per dare a May una maggioranza, seppure risicata, con uno scarto di appena due seggi.

 

Arlene Foster, leader del Dup e first minister dell’Irlanda del Nord. tiene una conferenza stampa, Belfast, 9 giugno 2017 (Charles McQuillan/Getty Images); una protesta contro il Dup, Londra, 10 giugno 2017 (Justin Tallis/AFP/Getty Images)

 

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