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Le copertine di libri più inquietanti di tutti i tempi (sono bellissime)

Approfittando del mese di ottobre e dell’avvicinarsi di Halloween, Emily Temple ha raccolto per Literary Hub le 40 copertine più disturbanti di tutti i tempi. Si va dai gialli di Agatha Christie, ai classici, ai libri per bambini della serie Animorphs (una specie di Piccoli Brividi, in America si chiamavano Goosebumps, in cui i bambini si trasformano in animali, praticamente la Metamorfosi di Kafka in versione horror seriale). A partire dalla fantastica selezione di Temple, abbiamo scelto le nostre copertine preferite. Da quelle più belle e poetiche, come le due di Il mistero dei Caraibi di Agatha Christie, realizzate dal bravissimo Tom Adams per l’edizione del 1978 e poi del 1980 – nella seconda c’è una sorta di Ofelia che fluttua in un fiume osservata da un globo oculare (un mix tra Odilon Redon, Sir John Everett Millais e Rousseau il Doganiere) –  o come A volte ritornano di Stephen King (titolo originale: Night Shift), che ricorda un dipinto di Magritte, a quelle più respingenti, come l’orribile occhio di Il vivisezionista di Patrick White, che richiama Arancia Meccanica ma anche la scandalosa scena del taglio dell’occhio in Un chien Andalou di Luis Buñuel (1929). Ma ce ne sono anche di profondamente conturbanti, come quella, delicatissima, di Se non ora quando di Primo Levi. Sono tutte copertine affascinanti e originali, che si impongono con forza allo sguardo dei lettori: prima ancora di aprire il libro ci ritroviamo immersi in un’atmosfera ben precisa, sapientemente suggerita dai creatori delle immagini.

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