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Le “tende” in carbonio che salveranno le case dai terremoti

Il Giappone, il Paese a più elevato rischio sismico del mondo, registra una media di 1500 terremoti l’anno, spiega l’edizione britannica di Wired per presentare la storia di Komatsu Seiren, un’azienda tessile di Nomi, una città della prefettura di Ishikawa. La Komatsu Seiren ha chiesto allo studio dell’architetto giapponese Kengo Kuma di utilizzare un’invenzione della società che potrebbe rappresentare una svolta nella messa in sicurezza degli edifici durante i terremoti: una fune elastica in un composito in fibra di carbonio con cui “legare” le pareti delle case al terreno.

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Kengo Kuma e il suo studio si sono già distinti per alcune iniziative legate alla costruzione e alla ricostruzione delle zone colpite dai sismi (a Rikuzentakata ha collaborato con la Comunità Sant’Egidio per la costruzione di un nuovo centro anziani, ad esempio), ma ciò che hanno fatto allo showroom di Komatsu Seiren ha del rivoluzionario: la squadra di lavoro ha attaccato 1031 aste flessibili alla sommità dell’edificio, fissandole al terreno. Il principio di funzionamento, come spiegato da Shun Horiki, è molto semplice: «Quando il palazzo si muove a sinistra, le corde sulla destra lo tirano verso la loro parte, e viceversa».

Ad aumentare la stabilità dell’edificio di Nomi è stata installata una tenda interna costituita da 2.778 cavi. Prima di intervenire, Kengo Kuma e i suoi si sono assicurati che il parapetto della struttura fosse abbastanza solido da reggere le migliaia di funi. È la prima volta che le fibre in carbonio vengono usate in questo modo, ma Horiki pensa che sarà la prima di una lunga serie.

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