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La città fake su una mappa di New York diventata realtà

“Agloe”, un piccolo punto sulla strada tra Roscoe e Beaver Kill, nello Stato di New York, non è mai esistita se non su una cartina degli anni Trenta. Otto Lindberg, in quel periodo direttore della società di mappe General Drafting Co., e il suo assistente Ernest Alpers la idearono ricorrendo a uno dei più classici stratagemmi salva-diritti d’autore del settore: unendo le iniziali dei loro nomi, avevano dato vita a un luogo che soltanto loro conoscevano come immaginario (la strada era molto poco frequentata), e che avrebbe potuto rivelare violazioni di copyright da parte di altre aziende.

agloe

I due ebbero fortuna: dopo pochi anni, la Randy McNally mandò in stampa una mappa che mostrava la stessa, inesistente Agloe nello stesso punto stradale, e fu costretta a presentarsi in tribunale per essersi impossessata dal lavoro altrui. Qui, però, accadde una cosa strana: i legali di McNally dissero di essersi recati sul posto e di aver a tutti gli effetti trovato un “Agloe General Store”, un piccolo negozio gestito da un abitante di un villaggio vicino. Una mappa distribuita dalla Esso – a sua volta evidentemente copiata da Lindberg e Alpers – mostrava il nome del luogo, e lui aveva deciso di attenersi alle indicazioni e aprire un’attività omonima.

Per un breve periodo, quindi, Agloe diventò una cosa vera, seppure dotata di un insolito mito fondativo. Oggi il piccolo negozio non esiste più, ma, nota Amusing Planet, appena tre anni fa Google Maps mostrava la città fantasma nello stesso luogo in cui era apparsa otto decadi prima. Nel 2014 il US Geological Survey ha aggiunto Agloe al Geographic Names Information System, seppure in via non ufficiale.

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