Vanessa in Paradis
Nuovo album, nuova carriera: l’ennesima o il giusto evolversi di una vita vissuta sul crinale del pop? Ritratto di un business anni ’90 in abiti Chanel.
Il film di Baz Luhrmann non stupisce e segue lo stile anni ’90 che ha fatto grande il regista. Nemmeno la colonna sonora di Jay-Z aiuta.
Ci sono due momenti esatti in cui uno capisce se un giorno potrà dirsi fan del cinema di Baz Luhrmann [...]
Nuovo album, nuova carriera: l’ennesima o il giusto evolversi di una vita vissuta sul crinale del pop? Ritratto di un business anni ’90 in abiti Chanel.
Da Noi i ragazzi dello zoo di Berlino ai diari di Jim Carroll, il fascino tragico dell’heroin chic persiste, in letteratura e al cinema.
L’ex Wu Tang Clan esce in Italia con L’uomo con i pugni di ferro, film orientaleggiante fuori tempo massimo che vuole fare Tarantino ma non riesce.
Un americano a Parigi: l’ossessione del regista per la capitale francese, non tanto per il cinema quanto per quell’idea di business all’europea.
Viviamo in tempi che bruciano miti sempre più velocemente? Si direbbe di sì, dalla reazione di molti al “ritorno” di Ryan Gosling, ex pupillo mondiale dopo Drive.
Dai mormoni ai nomadi, quando la tv tenta di raccontare le minoranze. Il caso degli Breaking Amish, tra regole infrante e tradizioni da rispettare.
Dalle scuse di Michael Bay per Armageddon, una sequela di registi che si sono pentiti per un loro film (o dovrebbero farlo, ma anche no).
Vent’anni fa O’Brien lasciava i Simpson per darsi al late night televisivo. Che cosa si ricorda di quei bei tempi ora che ha compiuto 50 anni?
È stato presentato il documentario su Carlo Emilio Gadda per il quarantennale della sua scomparsa. Di Mario Sesti, con Sergio Rubini, ecco cosa racconta.
L’ultimo capitolo cinematografico di uno che non si vergogna di farsi chiamare Rob Zombie e da anni rimbalza dal metal ai film, con risultati vari ma interessanti.
In memoria del documentarista scomparso di recente, straordinario esploratore di ciò che sopra ogni altra cosa ci rende umani.
Considerazioni sul tour italiano di Sasha Grey, sull’entusiasmo per l’ex pornostar e per la sua carriera intellettuale e rinascimentale.
Favola moralista o elogio della gioventù deregolata contemporanea? Analisi di un film che sa come strizzare l’occhio a tutti i trend della nostra epoca.
Note sparse su una delle grandi attese della stagione, il nuovo lavoro di Joseph Kosinski, costato 120 milioni di dollari ma un po’ noioso.
Il ministro, film in uscita il 18 aprile, parla del decadimento della classe politica francese. È arrivato (pure) il film dell’era grillina.